Il Primato Nazionale mensile in edicola

Mosca, 2 lug  Vladimir Putin ha reso illegale paragonare i sovietici ai nazisti, ordinando che si riconosca la “missione umanitaria” della Russia per liberare l’Europa.



Putin, nuova legge sui paragoni “dittatoriali”

La visione intransigente del presidente russo Vladimir Putin sembra voler “ignorare” i crimini di Stalin, la sua prima alleanza con Hitler nella spartizione della Polonia e il terrore genocida della Grande Purga. Putin ha firmato ieri sera il disegno di legge che vieta la pubblicazione di materiale che mette in parallelo gli “obiettivi e decisioni” dei sovietici e del Terzo Reich, e tutto ciò che nega il “ruolo decisivo” dell’Armata Rossa nella sconfitta di Hitler.

Il Cremlino e il “revisionismo storico”

Il Cremlino insomma non ha nessun interesse a fomentare una sorta di “revisionismo storico” che potrebbe danneggiare la narrazione sul comunismo e la Seconda guerra mondiale vista dai russi. Putin ha sempre detto che la Russia ha perso la sua fibra morale dopo il crollo sovietico del 1991. La nuova legislazione, anzi, richiede il riconoscimento della “missione umanitaria dell’Unione Sovietica nella liberazione dei paesi europei”. L’affermazione è destinata a far infuriare ex stati sovietici come Estonia, Lettonia e Lituania, che affermano di essere stati occupati dall’Armata Rossa e costretti ad aderire all’Unione Sovietica.

La legge dell’Unione Europea

Putin ha approvato la nuova legge varata ora a gennaio, dopo un periodo di aspre discussioni con la Polonia su chi abbia causato la seconda guerra mondiale. Due anni fa, il parlamento europeo adottò una risoluzione che stabilì che l’Unione Sovietica e la Germania “preparavano congiuntamente la strada allo scoppio della seconda guerra mondiale” nell’agosto 1939, con la firma del patto Molotov-Ribbentrop.

Ilaria Paoletti



La tua mail per essere sempre aggiornato

2 Commenti

Commenta