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trump natoCleveland, 21 lug – Il candidato repubblicano alla Casa Bianca continua ad andare contro corrente, anche rispetto alla tradizione del suo partito. In un’intervista rilasciata al New York Times, Donald Trump ha tuonato contro Nato e politica estera americana. Riguardo il golpe fallito in Turchia e le conseguenti repressioni ancora in atto da parte del governo di Erdogan ha dichiarato di non voler prendere posizione.



“Non penso che abbiamo lezioni da dare. Guardi cosa sta succedendo nel nostro paese. Come facciamo a dare lezioni quando le persone sparano ai poliziotti a sangue freddo?”. Nell’intervista rilasciata al quotidiano statunitense Trump esclude poi eventuali interventi a difesa dei Paesi Baltici in caso di attacchi da parte della Russia di Putin, specificando che in tal caso si chiederebbe pure se la Nazione attaccata “abbia rispetto tutti i suoi doveri verso di noi”.

Insomma l’istrionico candidato alla presidenza degli Stati Uniti ribadisce il suo isolazionismo che, a differenza di quanto erroneamente ritenuto dai media europei, ha radici profonde più all’interno del Partito Repubblicano che in casa dei Democratici. Senza andare troppo lontano con la memoria storica basterebbe pensare a “Mister No” Ron Paul, esponente della corrente non interventista, oppositore dei neocon e già candidato alle presidenziali nel 2012. Se il disimpegno internazionale americano attraversa una fase di alti e bassi, con Obama che negli ultimi anni ha abbandonato fronti decennali per aprirne altri, quello di Trump sembra premere sull’acceleratore verso un quasi definitivo “chiamarsi fuori da tutti i contesti spinosi”. Una netta distanza rispetto alla candidata democratica Hillary Clinton, sempre pronta a dissotterrare l’ascia di guerra e a rivendicarne l’utilizzo passato su ogni fronte, compreso il disastroso via libera all’attacco in Libia.

Eugenio Palazzini



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