Roma, 19 apr – In Ucraina è ufficialmente iniziata la seconda fase della guerra, forse l’ultima, quindi la più cruenta. Sono ormai passati quasi due mesi dall’inizio del conflitto e adesso Mosca ha deciso di imprimere un’accelerata decisiva sul fronte orientale. “Possiamo ora affermare che le truppe russe hanno cominciato la battaglia per il Donbass, per la quale si preparano da tempo. Una gran parte dell’intero esercito russo è ora dedicata a questa offensiva”, scrive su Telegram il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky. “La seconda fase della guerra è iniziata”, dice il capo del suo staff, Andriy Yermak.

Ucraina, la fase 2 della guerra

Al solito le dichiarazioni ufficiali in questi casi vanno sempre soppesate, ma è indubbio che il Cremlino voglia capitalizzare il più possibile, stringendo la morsa su Mariupol e nella parte orientale dell’Ucraina, dove ancora non riesce ad avere il totale controllo della situazione. Nel 55esimo giorno di guerra gli occhi sono dunque puntati sul Donbass, dove tutto ebbe inizio nel 2014. E’ qui che ieri le truppe russe hanno preso il controllo di Kreminna, città nell’oblast’ di Lugansk.

Ma l’attenzione è concentrata pure sulla fascia del Mar Nero, altra aerea strategica ambita dalla Russia. Esplosioni sono state avvertite nella città di Mykolaiv, a est di Odessa, mentre gli ucraini denunciano l’uccisione di tre persone in un bombardamento a Kharkiv. “I missili sono caduti proprio davanti alle case, nei parchi giochi per bambini e vicino ai centri di aiuto umanitario”, ha dichiarato il governatore della regione, Oleh Syneyhubov.

Intanto i negoziati subiscono un’ulteriore battuta di arresto e gli spiragli per un cessate il fuoco, intravisti fino a due settimane fa, sono ora un lontano ricordo. Persino Emmanuel Macron, tra i più attivi nel tenere aperta la finestra diplomatica, pare aver gettato la spugna. “Da quando abbiamo scoperto i massacri a Bucha e in altre città, la guerra ha preso una piega diversa”, ha dichiarato il presidente francese, riferendosi chiaramente ai suoi quotidiani contatti telefonici con Putin. “Da allora non gli ho parlato direttamente, ma non escludo di farlo in futuro“, precisa Macron. “Io tornerò a Kiev, ma ci ritornerò per fare qualcosa di utile, non solo per testimoniare un sostegno”, ha poi aggiunto il presidente transalpino. Traduzione: la guerra va avanti e in questo momento la diplomazia nulla può.

Alessandro Della Guglia

 

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3 Commenti

  1. Dalla informazione generale, sempre più prona, si viene a conoscenza che, tra i russi, continuano a morire come mosche dai generali sino all’ ultimo militare, viceversa tra gli invasati, russofobi drogati, muoiono perlopiù bambini e civili… Un taglio dato alle notizie che sa dell’ incredibile, salvo poi dover ammettere che i “giustizieri democratici” finiscono nel “bunker” con donne e bambini. Non certo un comportamento ortodosso…
    I veri uomini o si arrendono o la fanno finita in ben altri modi.
    Attenersi ai fatti di ieri e di oggi è opera di pochi, in via di scomparsa come tutta la ucraina opposizione (passiva ed attiva), alla guerra civile, letteralmente messa a tacere, o ben peggio, sempre più.

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