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Roma, 26 gen – Il terribile virus che sta mietendo vittime in Cina desta sempre più preoccupazione. Il drammatico bilancio dei morti è salito oggi a 56 e in tutta la nazione sono circa 2mila gli infetti, stando alle stime diffuse dalle autorità di Pechino. Soltanto nelle ultime 24 ore hanno perso la vita 15 persone e secondo la Commissione nazionale per la Salute i nuovi casi di persone colpite sono 688. Numeri impressionanti, che non riguardano unicamente la regione epicentro del coronavirus. C’è infatti un morto anche a Shangai, una delle maggiori piazze finanziarie del mondo, dove si parla anche di 40 casi accertati di persone infette.

Gli Stati Uniti evacuano i cittadini americani

Il terrore del contagio è così sempre più diffuso nella Repubblica popolare, con Pechino, Tianjin, Xi’an e la provincia di Shandong che hanno proclamato lo stop dei mezzi pubblici a lunga percorrenza. Ieri il primo ministro Xi Jinping ha parlato di “grave situazione di una diffusione sempre più rapida del nuovo coronavirus”, dicendosi però ottimista perché la Cina è in grado di “vincere la battaglia”. Sta di fatto però che la diffusione non si arresta e dopo quello di Shanghai ha chiuso anche Disneyland di Hong Kong “per la sicurezza di ospiti e lavoratori”, mentre gli Stati Uniti stanno iniziando l’evacuazione di cittadini e personale diplomatico americano da Wuhan, grande città della Cina centrale epicentro dell’epidemia. Stessa cosa sta facendo la Peugeot con il proprio staff.

Primo caso sospetto a Vienna

Ma dopo l’ufficializzazione dell’esistenza di 3 casi di coronavirus in Francia, viaggiatori rientrati di recente dalla Cina, anche in Europa inizia a diffondersi un po’ di paura. In Austria c’è un primo caso sospetto di coronavirus, un’assistente di volo cinese che il 24 gennaio è arrivata a Vienna e che nei giorni precedenti era stata a Wuhan. Per non correre rischi la donna è stata ricoverata in isolamento nell’ospedale Kaiser Franz Josef. “Non possiamo escludere che si tratti di coronavirus”, ha dichiarato Michael Binder, direttore medico degli ospedali della capitale austriaca Michael Binder. L’allerta resta alta anche in Italia, nonostante i due falsi allarmi a Parma e Bari. Il ministro della Salute Roberto Speranza ha infatti riunito a Roma i rappresentanti delle Regioni per fare il punto e coordinare la prevenzione.

Eugenio Palazzini

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