Roma, 7 nov – Da qualche tempo ho il forte sospetto che anche Erri De Luca sia passato armi e bagagli a difendere le ragioni dei padroni. Erri De Luca – debbo ricordarlo – ha in passato condotto battaglie condivisibili, coraggiose e non certo allineate con i desiderata della global class cosmopolitica. Si è, ad esempio, opposto alla Tav, venendo per ciò perseguitato. Per questo, merita rispetto. Ha, inoltre, in più occasioni, in passato, preso posizione contro il classismo capitalistico, assumendo il punto di vista dei descamisados della mondializzazione. E anche per questo merita rispetto. E però da qualche tempo sembra aver mutato prospettiva, rifluendo nelle fila dei santificatori dell’ordine globalista e della società a forma di merce. 

Sta con Israele e vuole togliere il voto agli anziani

Voglio, a tal riguardo, rammemorare tre esempi, a mio giudizio dirimenti. Qualche tempo addietro, troviamo Erri De Luca che – horribile dictu – appoggia Israele contro la Palestina. Si schiera, cioè, con quello che, con la civiltà del McDonald’s, è e resta il più grande “Stato canaglia” oggi esistente, vettore di politiche criminali imperialistiche e responsabile del massacro dei Palestinesi. Erri De Luca, dunque, si schiera coi più forti. Nella guerra tra chi lancia sassi e chi lancia razzi, sta coi secondi. Secondo episodio che desidero richiamare. Salone del Libro di Torino, 2019. Erri De Luca sostiene apertis verbis che sarebbe buona cosa togliere il voto agli anziani. Sic! Anticipa i tempi, non v’è che dire, visto che la sua proposta oggi torna con vigoria.

L’ho detto e lo ridico: togliere il voto agli anziani significa rimuovere la memoria storica, la saggezza e l’esperienza. Il sogno della global class dominante, che vorrebbe che a votare fossero solo le generazioni a capitalismo integrale, la Erasmus Generation (cfr. P. Borgognone, “Generazione Erasmus”) e i “millennials” dall’immaginario mercificato. Come si dice, tre indizi fanno una prova. Ed ecco allora, con il terzo indizio, la prova. La prova del fatto che Erri De Luca è diventato l’aedo partenopeo del mondialismo classista e alienante.

De Luca a favore della tratta dei nuovi schiavi

Pochi giorni fa, dalle pagine del rotocalco turbomondialista “La Repubblica” (voce del padronato cosmopolitico e dell’odio organizzato verso l’Italia), De Luca ci spiega che rinunziare alla manodopera migrante è da “autolesionisti” (sic!). Erri De Luca ha qui direttamente fatto suo il punto di vista del padronato cosmopolitico, che sa bene quanto sia vantaggioso deportare africani a) da sfruttare a basso costo, b) mediante i quali abbassare i costi della forza lavoro in generale, c) con i quali creare conflitti orizzontali tra gli ultimi (migranti vs autoctoni), di modo che il conflitto non sia mai quello verticale tra sfruttati e sfruttatori. Insomma, pare davvero che la classe dominante abbia ora un nuovo intellettuale di riferimento.

Diego Fusaro

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