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Bambini con problemi ad addormentarsi? Il metodo step by step

by La Redazione
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Nei primi anni di vita, sono tantissimi quei bambini che incontrano delle enormi difficoltà nell’addormentarsi la sera. Il poco sonno notturno non è certo il massimo, quando si confida in una crescita sana e regolare dei propri figli.

Secondo quanto riportato dalla Società Italiana di Pediatria, attualmente il 25% dei bambini sotto i 5 anni presenta disturbi del sonno. Un dato che preoccupa e che potrebbe ancora aumentare nei prossimi decenni. Va ribadito che, in solo cento anni, i bambini hanno perso circa 2 ore di sonno notturno.

Per quei genitori che incontrano delle difficoltà nell’individuazione delle cause principali dei disturbi, alcuni esperti in materia hanno perfezionato dei corsi per genitori, ossia dei validi supporti per mettere fine ai dubbi assillanti e creare delle sane abitudini, da poter facilmente replicare tra le mura di casa.

L’identificazione delle cause principali

Il primo passo, verso la risoluzione dei disturbi del sonno, consiste proprio nell’identificazione delle cause principali. Tra quelle più diffuse, si suole ricordare la presenza di luci artificiali, il susseguirsi di ritmi frenetici e l’uso eccessivo dei dispositivi elettronici. Questi fattori, spesso già emergenti in tenera età, stanno creando una certa discordanza tra il naturale ciclo dormi-veglia e le mutate esigenze sociali.

Un’identificazione tempestiva dei motivi può impedire delle ripercussioni negative sulla salute e sulla qualità della vita dell’intero nucleo familiare. In assenza di un intervento tempestivo, per riuscire a porre rimedio alle tante fatiche nell’addormentarsi, si renderà necessario il confronto dei genitori con un pediatra o con uno psicologo per l’infanzia.

L’approfondimento degli effetti dannosi

Chiarite le cause delle difficoltà nel far addormentare il bimbo, i genitori devono assumere consapevolezza circa i possibili effetti dannosi che l’assenza di sonno può provocare. Sfortunatamente, le conseguenze negative costituiscono un lungo elenco, ma spesso sono poco approfondite dai familiari.

Nelle forme lievi, i continui ritardi nell’addormentarsi espongono il bambino a casi di sonnolenza improvvisa, di disattenzione, di scarso controllo degli impulsi e di comportamenti sbagliati reiterati nel tempo.

Nelle forme gravi, invece, gli effetti dannosi potrebbero andare dai tipici ritardi nell’apprendimento a una ridotta memoria di lavoro, da un maggiore rischio di traumi accidentali a una netta propensione all’obesità e a diversi disturbi metabolici.

Il rispetto degli orari serali

Una delle buone pratiche, attraverso le quali agire tempestivamente sul problema del sonno ritardato, è quella di favorire il rispetto di precisi orari serali. In buona sostanza, fin dalla tenera età, il bambino deve essere educato al riposo dopo una certa ora, seguendo l’esempio fornito dai suoi genitori.

Uno degli errori frequenti è quello di consentire al bambino l’attesa di un genitore che torna a casa in tarda serata. A volte, vengono lasciati sul divano, a giocare ai loro videogame fino a notte fonda. Queste sono pessime abitudini che rischiano di stravolgere completamente le ore di sonno necessarie.

Un consiglio sempre valido è quello di spegnere il tablet e tutti gli altri dispositivi elettronici almeno un’ora prima di andare a letto. È noto, infatti, che la luce dei moderni device riduce la produzione di melatonina, un ormone decisivo nell’addormentamento. Infine, l’ideale sarebbe avere tutti i dispositivi d’intrattenimento giornaliero fuori dalla camera da letto.

FONTE:

Nei primi anni di vita, sono tantissimi quei bambini che incontrano delle enormi difficoltà nell’addormentarsi la sera. Il poco sonno notturno non è certo il massimo, quando si confida in una crescita sana e regolare dei propri figli.
Secondo quanto riportato dalla Società Italiana di Pediatria, attualmente il 25% dei bambini sotto i 5 anni presenta disturbi del sonno. Un dato che preoccupa e che potrebbe ancora aumentare nei prossimi decenni. Va ribadito che, in solo cento anni, i bambini hanno perso circa 2 ore di sonno notturno.
Per quei genitori che incontrano delle difficoltà nell’individuazione delle cause principali dei disturbi, alcuni esperti in materia hanno perfezionato dei corsi per genitori, ossia dei validi supporti per mettere fine ai dubbi assillanti e creare delle sane abitudini, da poter facilmente replicare tra le mura di casa.

L’identificazione delle cause principali

Il primo passo, verso la risoluzione dei disturbi del sonno, consiste proprio nell’identificazione delle cause principali. Tra quelle più diffuse, si suole ricordare la presenza di luci artificiali, il susseguirsi di ritmi frenetici e l’uso eccessivo dei dispositivi elettronici. Questi fattori, spesso già emergenti in tenera età, stanno creando una certa discordanza tra il naturale ciclo dormi-veglia e le mutate esigenze sociali.

Un’identificazione tempestiva dei motivi può impedire delle ripercussioni negative sulla salute e sulla qualità della vita dell’intero nucleo familiare. In assenza di un intervento tempestivo, per riuscire a porre rimedio alle tante fatiche nell’addormentarsi, si renderà necessario il confronto dei genitori con un pediatra o con uno psicologo per l’infanzia.

L’approfondimento degli effetti dannosi

Chiarite le cause delle difficoltà nel far addormentare il bimbo, i genitori devono assumere consapevolezza circa i possibili effetti dannosi che l’assenza di sonno può provocare. Sfortunatamente, le conseguenze negative costituiscono un lungo elenco, ma spesso sono poco approfondite dai familiari.

Nelle forme lievi, i continui ritardi nell’addormentarsi espongono il bambino a casi di sonnolenza improvvisa, di disattenzione, di scarso controllo degli impulsi e di comportamenti sbagliati reiterati nel tempo.

Nelle forme gravi, invece, gli effetti dannosi potrebbero andare dai tipici ritardi nell’apprendimento a una ridotta memoria di lavoro, da un maggiore rischio di traumi accidentali a una netta propensione all’obesità e a diversi disturbi metabolici.

Il rispetto degli orari serali

Una delle buone pratiche, attraverso le quali agire tempestivamente sul problema del sonno ritardato, è quella di favorire il rispetto di precisi orari serali. In buona sostanza, fin dalla tenera età, il bambino deve essere educato al riposo dopo una certa ora, seguendo l’esempio fornito dai suoi genitori.

Uno degli errori frequenti è quello di consentire al bambino l’attesa di un genitore che torna a casa in tarda serata. A volte, vengono lasciati sul divano, a giocare ai loro videogame fino a notte fonda. Queste sono pessime abitudini che rischiano di stravolgere completamente le ore di sonno necessarie.

Un consiglio sempre valido è quello di spegnere il tablet e tutti gli altri dispositivi elettronici almeno un’ora prima di andare a letto. È noto, infatti, che la luce dei moderni device riduce la produzione di melatonina, un ormone decisivo nell’addormentamento. Infine, l’ideale sarebbe avere tutti i dispositivi d’intrattenimento giornaliero fuori dalla camera da letto.

FONTE
https://sip.it/2019/03/15/un-bambino-quattro-soffre-disturbi-del-sonno-le-10-regole-doro-far-dormire-piccoli-piu-grandi-anche-mamma-papa/

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