Lo smart working ha apportato benefici ai quali oggi rimane davvero difficile rinunciare. La pandemia ha rivoluzionato di non poco il mondo del lavoro, creando un nuovo sistema dove far incontrare domanda e offerta. Tornare indietro sembra ormai impossibile, quindi anche chi non ha bei ricordi dei tempi del lavoro da remoto sotto lockdown dovrà abituarsi all’idea che questo non sarà facilmente sradicato. È pur vero che basare la propria esperienza sullo smart working durante il periodo culmine della pandemia è utopico. Il punto di forza del lavoro agile è proprio il bilanciamento tra la vita privata e quella lavorativa, condizione difficile quando si è costretti a rimanere chiusi nella propria casa 24 ore su 24. Ma di passi in avanti dal marzo 2020 ne sono stati fatti e lo smart working, oggi, è sempre meno improvvisato e più strutturato.

Tempi recenti hanno inoltre fatto particolarmente apprezzare lo smart working anche alle aziende, le maggiori detrattrici. Il motivo risiede in un notevole risparmio di costi in un momento storico dominato dal caro bollette.

Cos’è lo smart working

Partendo dalle basi, lo smart working è una filosofia manageriale, una modalità di esecuzione della prestazione lavorativa la quale prevede di poter svolgere il proprio orario di lavoro in ufficio o in altro luogo scelto dal dipendente, secondo accordi precedentemente stipulati con il proprio datore di lavoro e nel rispetto delle leggi vigenti. Alla base del lavoro agile smart working vi sono alcune caratteristiche che lo contraddistinguono dal telelavoro (anche detto lavoro da remoto), pratica primordiale dello smart working adottata soprattutto in America nei primi anni ‘90.

Oltre alla flessibilità, è imprescindibile da parte dell’azienda un livello tecnologico alto e la fornitura di supporti idonei ai propri dipendenti come tablet, pc, telefoni, connessioni internet ma anche scrivanie, sedie ergonomiche e quant’altro serva per far lavorare i propri dipendenti nella maniera più opportuna. Altra caratteristica essenziale è sviluppare una cultura aziendale basata su questa innovativa modalità di lavoro, dove conta più il raggiungimento degli obiettivi che la presenza fisica in ufficio. Infine, di pari passo devono modificarsi anche gli spazi all’interno degli uffici nell’ottica della creazione di un ambiente dinamico e mobile.

Smart working significa benessere

Lo smart working prevede un bilanciamento della vita lavorativa e privata potendo scegliere da dove lavorare e, per alcuni, come distribuire il proprio orario di lavoro. Questo significa potersi organizzare autonomamente le proprie giornate in base ai propri impegni ed esigenze. Inoltre, non dovendosi recare sul posto di lavoro si ha un notevole risparmio di tempo. Basti pensare che mediamente al giorno si perdano circa due ore per raggiungere il proprio ufficio, ore che potrebbero essere impiegate per lo svolgimento delle proprie attività. il risultato è una maggiore produttività dei dipendenti ed alti livelli di soddisfazione personale.

I vantaggi economici dello smart working

Se nel 2020 lo smart working è stata la salvezza di milioni di aziende durante le chiusure forzate della pandemia, anche nel 2022 potrebbe essere la chiave di volta per la sopravvivenza delle stesse. In seguito alla guerra ed i tagli del gas con il conseguente aumento delle bollette, per molte aziende è oggi difficile sostenere i prezzi collaterali degli immobili. Condizionatori, corrente elettrica e luce hanno fatto impennare i costi sulle spalle delle aziende e molto sono state catapultate in situazioni al limite.

Alcune organizzazioni, anche sotto la spinta delle sigle sindacali, hanno incoraggiato a non interrompere il grande esperimento dello smart working, incentivandone il proseguo su un evidente risparmio energetico. Un’ipotesi reale che permetterebbe a tanti imprenditori ed enti pubblici in difficoltà di trovare una via d’uscita. Staccare la spina dagli uffici anche solo per tre giorni alla settimana e consentire ai dipendenti di lavorare dalle proprie case in smart working si tradurrebbe in un pareggio di bilancio. A questo si aggiungono i risparmi dei dipendenti che, limitando gli spostamenti, vedranno ridotta la spesa adibita per gli spostamenti, la benzina, gli abbonamenti ai mezzi di trasporto e i pasti fuori casa. Un buon compromesso che per gli amanti delle mura aziendali.

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