La filtropressa è un macchinario essenziale per alcuni usi di tipo industriale. Il mezzo, utilizzato per disidatrare i fanghi con la separazione del solido liquido, permette una riduzione volumetrica del secondo all’interno del primo. Impiegata in vari ambiti, risulta molto utile per la depurazione delle acque reflue, indutriali e civili, ma anche in diversi processi chimici e farmaceutici.

Filtropressa, come è fatta

La filtropressa viene impiegata in Italia per le prime volte agli inizi del XX secolo. Nel 1907 l’azienda Diefenbach la utilizzava, ad esempio, per la spremitura dei semi. La composizione del macchinario è fatta di una serie di piastre denominata “plate” che viene alternata a una serie di tele, chiamata “frame”. Entrambe le serie, aderendo l’una all’altra, formano delle camere in cui viene disidratato il fango, poi pompato dalle pressioni nel filtro. La parte solida vien trattenuta tra i piatti e telai, prima di far uscire dal macchinario quella liquida. Successivamente c’è un recupero della componente solida, tramite l’apertura della filtropressa stessa.

Le filtropresse sul mercato

Le filtropresse sul mercato sono di varie produzioni. Certamente, anche la filtropressa a piastre della Matec Industries, raggiunge ottimi risultati nella disidratazione dei fanghi industriali. I prodotti dell’azienda sono studiati per essere impiegati utilizzando la sono la tecnologia HPT (High Pressure Technology). Questo tipo di procedimento permette di lavorare sia a pressioni di esercizio comuni a tutte le filtropresse, dunque 5-7 bar, ma anche a livelli più alti come i 16-21 bar. La progettazione specializzata delle macchine funziona bene grazie all’utilizzo di componenti di altissima qualità come centraline e pistoni oleodinamici, strutture chassis sovradimensionate e in aggiunta pompe ad alta pressione. Le filtropresse della Matec lavorano in molti settori, dal vetro, alla sabbia, alla ceramica fino ad arrivare alle miniere.

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