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La pandemia ha stravolto molte abitudini e generato al contempo nuove tendenze, come ad esempio l’holiday working, ovvero la possibilità di lavorare nelle località turistiche in modalità smart.



L’anno trascorso a fronteggiare l’emergenza sanitaria ha decisamente stravolto molte abitudini, non solo in merito agli spostamenti, ma anche dal punto di vista lavorativo. La possibilità di svolgere le mansioni anche da casa ha dato il via libera allo smart working. Oggi, tuttavia, si fa strada anche la facoltà di lavorare nelle località turistiche e per questo si parla di holiday working. Come è facile intuire la tendenza interessa i viaggiatori e soprattutto i giovani. Lavorare anche in vacanza è un’occasione da sfruttare appieno perché permette di ottenere diversi vantaggi. Secondo le stime sono infatti molti gli italiani che hanno deciso di usufruire di questa possibilità.

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Nell’ultimo periodo i giovani non sono solo interessati a come sottoscrivere un mutuo per la seconda casa per avere un immobile in cui passare le vacanze, ma abbracciano anche una nuova tendenza, chiamata holiday working. Di cosa si tratta esattamente e perché sta riscuotendo molto successo?

Smart working anche in vacanza

Quella di lavorare in vacanza è oggi una tendenza che ha iniziato a prendere piede specialmente in seguito alla riapertura delle regioni. Gli italiani sembrano quindi voler conciliare il lavoro con le ferie, seguendo una formula che prima della pandemia era assai difficile da attuare. In realtà le prime forme di holiday working si sono registrate durante la primavera 2021 tanto da diventare adesso un vero e proprio boom con l’avvento dell’estate. Del resto, la possibilità di fare una pausa per fare un tuffo a mare è il sogno di molti.

Coniugare lavoro e relax è una pratica che si rivolge prima di tutto a chi svolge turnazioni flessibili, oltre che agli impiegati coniugati e che hanno bambini. Quest’ultimi, infatti, non saranno più costretti a rimanere a casa in città dopo la fine della scuola. L’holiday working, tuttavia, può essere concretamente attuato solo seguendo determinate regole. Molto importante è la scelta della location in cui poter lavorare e vivere allo stesso tempo la meritata vacanza con la propria famiglia.

A questo riguardo, molti turisti, stando ai dati risultanti dalle ultime statistiche, puntano specialmente sulle località balneari. Prese di mira non sono solo le mete più note, come ad esempio la Costa Smeralda o Lampedusa, ma anche centri tranquilli e meno frequentati. Gli italiani sembrano dimostrare molta fiducia nel green pass e negli effetti della vaccinazione, per cui sono più propensi a viaggiare e si sentono meno minacciati dal possibile contagio. Si sono registrate numerose prenotazioni anche a Lecce, Termoli, Avoli e Muravera. Non mancano, tuttavia, lavoratori che scelgono di svolgere l’holiday working in montagna, specie presso destinazioni come Bormio e Valdisotto.

La finalità, in ogni caso, è quella di allontanarsi dalla città per ritrovare la pace. In questo modo sarà possibile lavorare all’aria aperta e in un contesto maggiormente tranquillo rispetto a quanto offerto dalla città. Le persone che prenotano hanno una fascia di età compresa fra 35 e 55 anni. Si tratta non solo di famiglie, ma anche di gruppi di amici. Il soggiorno viene programmato per lunghi periodi, in genere di tre settimane. Gli italiani progettano quindi delle vere e proprie fughe dall’afa cittadina, preferendo centri minori per lavorare e dedicarsi allo stesso tempo della famiglia.

Il Covid-19 non ha fatto altro che accelerare un trend già presente in primavera. Si ritiene che questa nuova maniera di affrontare le vacanze sarà una costante anche dopo la pandemia, perché la modalità agile del lavoro è una realtà oramai consolidata. I lavoratori interessati sono quelli che non hanno un contatto giornaliero con il pubblico. Secondo le statistiche il budget medio che viene speso dalle famiglie corrisponde a circa 170 euro a notte. Le prenotazioni vengono effettuate soprattutto online e sfruttando le promozioni offerte dalle strutture alberghiere per lunghi periodi.

Quali sono le location adatte per l’holiday working?

Le richieste di soggiorni che permettono di poter lavorare in serenità, senza rinunciare alla vacanza sono molte ma la scelta della location non avviene in maniera casuale. Mentre la famiglia si gode la vacanza, il lavoratore dovrà contare su un ambiente confortevole e tranquillo, per questo vengono preferiti gli alloggi e le case che dispongono di spazi adeguati per svolgere le mansioni senza intoppi. Il fattore costo è di certo quello preso in considerazione con una certa priorità, ma non solo. I turisti cercano sistemazioni spaziose, possibilmente provviste di aree esterne e private, con giardini recintati in cui poter lasciare i bambini a giocare in tutta sicurezza. Il requisito fondamentale resta sempre la stabile connessione wi-fi, oltre che la privacy e la qualità dei servizi nel complesso. L’alloggio dovrà anche essere composto da spazi divisi, luminosi e con postazione per lavorare funzionale.

Oggi, quindi, le famiglie hanno cambiato la maniera di viaggiare. Non si punta solo al divertimento e al relax, ma la finalità è quella di coniugare il tempo libero con il lavoro. I più giovani cercano soprattutto case non solo provviste di connessione a Internet, ma anche con ampi terrazzi e barbecue in cui poter organizzare cene estive all’aria aperta. Le città che un tempo non erano considerate turistiche adesso lo stanno diventando. Questo accade perché in fase di prenotazione la scelta ricade sulle località meno frequentate, in cui sarà possibile lavorare senza essere
disturbati.

Il balzo delle richieste è iniziato a fine aprile, esattamente dopo la riapertura delle regioni. I lavoratori si sono accorti anche che l’holiday working assicura tutta una serie di vantaggi. Per prima cosa si riesce ad ottimizzare i tempi e allo stesso tempo vengono drasticamente ridotti gli spostamenti per recarsi sul posto di lavoro. Chi opta per l’holiday working dichiara anche di avvertire meno stress e stanchezza, con un conseguente aumento della produttività.

Il mondo del web oggi apre le porte non solo ai freelance ma anche a nuove categorie di lavoratori, come per esempio i nomadi digitali: italiani che un tempo non immaginavano nemmeno lontanamente di poter lavorare da remoto. Sentirsi in vacanza anche quando devono essere portate a termine incombenze di una certa difficoltà, permette di vivere meglio. Ecco perché i gestori delle strutture ricettive si stanno impegnando ad allestire stanze dotate di ogni comfort, complete di postazioni che possano soddisfare al meglio le necessità dei nuovi turisti. L’immobile non è più un semplice punto d’appoggio da sfruttare fra un’escursione e l’altra, ma un luogo in cui potersi anche concentrare per lavorare. All’interno delle stanze per l’holiday working si trovano anche fogli, penne, matite e vari articoli di cancelleria che normalmente sono presenti in ufficio. Alcune case vacanza vengono persino attrezzate con lampade da tavolo, scanner e stampanti.

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