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L’ultima dei 5 Stelle: a Torino si promuove la “dieta vegana”

by Davide Romano
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dieta vegana Torino 5 StelleTorino, 20 lug – Chiara Appendino ha ben presenti quali sono le priorità per Torino. E così dopo aver affisso in prima persona i manifesti del Gay Pride, dopo l’omaggio ai nonni partigiani condito dal solito “pistolotto” sulla resistenza, ecco che oggi scopriamo che nel documento del “Programma di governo per la città di Torino 2016-2021” approvato nella prima seduta del Consiglio Comunale, il sindaco del capoluogo sabaudo ha fatto inserire tra le linee guida comunali la promozione di una dieta basata sul consumo dei vegetali. “La promozione della dieta vegana e vegetariana sul territorio comunale come atto fondamentale per salvaguardare l’ambiente, la salute e gli animali attraverso interventi di sensibilizzazione sul territorio”, questa l’esatta dicitura contenuta all’interno delle 62 pagine del programma di governo torinese.

A difendere e spiegare la scelta “politica” interviene Stefania Giannuzzi, assessore all’Ambiente della giunta 5 Stelle: “In Europa sono molto più avanti, ci sono realtà che vanno bene al di là. Io sono vegetariana da vent’anni, ma il programma è stato scritto prima che io arrivassi. Semplicemente, ho voluto allargare il contesto, da etico a 360 gradi. Che la questione alimentare sia anche di impatto ambientale non lo dico io. Lo dicono la Fao e l’Onu”. In un’intervista al Corriere della Sera, l’assessore all’Ambiente di Torino ci tiene a rassicurare produttori di carne e attività storiche, nonostante l’approccio ideologico alla questione e la volontà di “rieducare” i torinesi appaiano abbastanza evidenti:”Non vogliamo far chiudere le piccole botteghe o rovinare le persone che lavorano da anni valorizzando il patrimonio enogastronomico piemontese“, ci tiene a rassicurare la Giannuzzi, che però parla esplicitamente di “promozione della cultura ambientale” e sostegno a “stili vita più sostenibili in modo diretto”, di “diminuzione del consumo del suolo” e di promozione degli “spazi aperti”.

L’assessore 5 stelle spiega come stiano “aumentando le realtà veg (“vegane”, per i non iniziati, ndr) anche nel settore dell’abbigliamento. È la città stessa che ha una domanda tale che non può non essere ascoltata”. Pur dando per vero il fatto che questa domanda “dal basso” non possa più rimanere inascoltata, ci troviamo di fronte ad una ulteriore conferma che nonostante la veste “post ideologica”, alla prova del governo il Movimento 5 Stelle dia invece chiari indirizzi ideologici, come dimostrano le scelte politiche di Chiara Appendino: dal sostegno ai No Tav, passando per “l’assessorato alle Famiglie” assegnato all’ex presidente dell’Arcigay, dalla celebrazione di partigiani e resistenza fino a quest’ultima direttiva vegetariana condita da tutta una serie di elucubrazioni sul giusto stile di vita che dovrebbero seguire i piemontesi. Gli elettori di “destra” che hanno votato 5 Stelle per protesta dovrebbero iniziare forse a porsi qualche interrogativo.

Davide Romano

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11 comments

genni 20 Luglio 2016 - 2:22

ma perché veg è di sinistra o antifascista?

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Paolo 20 Luglio 2016 - 8:23

No, la questione è quella pretesa ideologica di poter salire su uno scranno e mettersi a “rieducare” i propri concittadini, che non va bene.

Sig.ra Appendino, considerando che lei – come tutti gli altri suoi colleghi delle amministrazioni cittadine e statali italiane – fino a ieri l’ altro era (ed al di là della carica pro-tempore continua ad essere) una qualunque “sig.ra Rossi”, si tolga dalla testa di avere i titoli per venire ad insegnare – a me come a qualsiasi altro cittadino piemontese ed italiano – il modo giusto di stare al mondo.

Lei (con la sua giunta) pensi a fare il suo lavoro, che di problemi da risolvere a Torino, ce ne sono tantissimi. Senza bisogno di andare a vedere che cosa mangiano, o non mangiano, Torinesi ed Italiani.

E detto meno da gentleman : lo stile alimentare vegano, artifizio assolutamente innaturale promosso da fanatici con in testa quel venduto del sig. veronesi, schiaffatevelo allegramente proprio lì.

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Pietro Frignani 20 Luglio 2016 - 3:40

Considerando che ha avuto voti trasversali è dovrà accontentare un po tutti,io gli do fiducia,non sono vegano ma mi sono accostato alla dieta mediterrana previlegiando alimenti vegetali made in itay e riducendo al massimo consumi di carni rosse a beneficio di quelle bianche,penso che sia importante per la salute collettiva un sano approccio alle cose genuine che noi abbiamo,a riguardo della TAV Torino Lione è ormai acclarato l’inutilità di tale opera scellerata con sperpero di enormi risorse pubbliche che diversamente investite in opere pubbliche reali al servizio del paese avrebbero prodotto molti più posti di lavoro in loco,quindi ai buon temponi dico diamo tempo alla neo sindaco di lavorare e poi criticare,poichè quando c’era in regione Cota o la Bresso voi cosa dicevate? per non dire di Fassino o Chiamparino con le olimpiadi invernali altro spreco inutile,guardare oltre il naso!!!

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Martino 20 Luglio 2016 - 3:49

Io mangio carne, specialmente di porco. E prima o poi mangerò anche carne umana: di vegan e di muslim.

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Carlo Manone 20 Luglio 2016 - 8:03

Io sono fascista e vegano, e non vedo dove sia il problema.

Che togliere dalla propria dieta gli alimenti d’origine animale faccia bene alla salute è ormai un qualcosa di noto a tutti. Quindi viene fatto quello che si richiederebbe a ogni persona messa in posizione di potere e responsabilità nella società: aiutare i cittadini a vivere meglio. E indirizzarli verso una dieta più sana è proprio questo. Così come scoraggiare il fumo, il gioco d’azzardo, ecc. Si chiama stato etico.

Poi se volete regalare quest’ennesima battaglia ai kompagni, accomodatevi pure…

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Paolo 20 Luglio 2016 - 8:32

Mi spiace, non sono d’ accordo con lei, e per due ragioni.

Innanzi tutto, lo Stato non può e non deve farsi precettore. Un qualsiasi cittadino adulto e maggiorenne, e di entrambi i sessi, ha e mantiene il totale diritto di decidere come condurre e gestire la propria vita, ovviamente nei limiti normali dell’ etica.

E’ ovvio che non si può fare “quello che si vuole” in senso assoluto, la dove le nostre scelte vanno a disturbare (o addirittura a mettere in pericolo) la libertà e l’ incolumità altrui.
In altri termini, è giusto da parte dello Stato – tanto per fare un esempio – impedire che si fumi nei luoghi pubblici, in modo da tutelare le esigenze chi di non fuma, e non gradisce respirare aria contaminata da fumo di sigaretta o di sigaro; ma pretendere – da parte dello Stato – di dire al cittadino di non fumare perchè fa male alla salute, questo è un arbitrio di stampo paternalista, tipico della dittatura del pensiero unico dei nostri tempi.

Analogamente, lo stesso discorso riguarda l’ alimentazione.

Se lei, personalmente, opta per una scelta di questo tipo, non ci sono problemi. I problemi arrivano nel momento in cui incomincia questo senso di superiorità morale tipico di chi pensa di avere fatto “la scelta giusta”, tentando di sdoganarla come tale.

Lei non ha fatto una scelta giusta in senso assoluto. E’ giusta per lei. Per me, ad esempio, è sbagliata.
Anche perchè, siamo seri, le prove scientifiche al riguardo sono tutte mistificazioni. Non si offenda, ma è soltanto una moda.

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Carlo Manone 20 Luglio 2016 - 10:33

Guarda Paolo, posso essere anche in più punti d’accordo con te. Anzi ti ringrazio della risposta pacata e articolata. Però su di una cosa voglio fare chiarezza: non c’è nessun senso di “superiorità morale” nella dieta vegana, ma si tratta semplicemente di scienza applicata. Nessun approccio moralistico o paternalistico quindi, che poi è quanto di più lontano dalla mia persona, ma semplice constatazione empirica di un fatto e conseguente presa di posizione. Tutto qua.
Il “sistema” è contento se continuiamo a mangiare spazzatura, non ha interesse affinché la gente smetta di consumare i veleni che copiosi gli offre. Non ci vogliono in salute, ci drogati e malati.
Il mercato alimentare e quello farmacologico vanno a braccetto, pensaci.

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Paolo 21 Luglio 2016 - 5:23

Allora Carlo,
il concetto è che per quanto riguarda il valore scientifico di un determinato regime alimentare, pur riconoscendomi molto più cauto e se vogliamo più “tradizionalista” rispetto alle sue convinzioni, possiamo tranquillamente parlarne.

Il mio riferimento all’ atteggiamento di “superiorità morale” non era forzatamente riferito a lei personalmente, ma alla “categoria”. Del resto anche lei lo vede benissimo cosa sta succedendo.

Ciò su cui io non sono assolutamente d’ accordo è il principio dello “Stato Etico”, perché non può essere, e non deve essere.
Lo Stato è una struttura, non una “entità”, e come tale deve limitarsi a GARANTIRE alcuni elementi fondamentali. Ordine, legalità, sicurezza per tutti i cittadini, rispetto delle regole, ed ultimo ma non ultimo, libera e democratica circolazione delle idee e delle opinioni, poiché è questa – e soltanto questa – la “conditio sine qua non” affinché una nazione, una società, possano definirsi autenticamente democratiche e soprattutto suscettibili di evoluzione.

Ci sono regimi alimentari più convenienti di altri? Benissimo, ci può stare. Ma a dirlo, e ad affermarlo, deve essere la Scienza, non i Parlamenti, e meno ancora i Tribunali.
Lo Stato deve limitarsi a fare in modo che le idee possano liberamente circolare (e di fatto, è proprio questa libertà che sta venendo sempre più a mancare). Su questa base democratica sarà poi il dibattito scientifico a tracciare delle linee guida che potranno essere LIBERAMENTE seguite dai cittadini per migliorare (PER SCELTA SENTITA, E NON IMPOSTA) sotto i più vari aspetti la propria esistenza ed il proprio atteggiamento verso il mondo.

Ma lo Stato NON è la Scienza, e non può e non deve farsi scienza. Lo Stato deve limitarsi a dare delle garanzie base, che sono poi quelle a tutela della libertà fisica ed intellettuale di ogni cittadino-a. Al resto, provvederà l’ inevitabile e necessario dibattito culturale, nella sua spinta evolutiva che non deve mai fermarsi. E ciascuno faccia il suo mestiere, e stia al suo posto.

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Luca 20 Luglio 2016 - 11:17

Da torinese non posso che sottoscrivere le parole di Paolo. Abbiamo una banlieu islamica, le periferie abbandonate, gli zingari in crescita esponenziale e scandali in ogni palazzo, se le priorità sono i gay e le diete vegane vuol dire che il sindaco vive su un pianeta diverso o è semplicemente una replica internet-friendly di quei fottuti radical chic che teoricamente dovrebbe soppiantare.

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Paolo 21 Luglio 2016 - 5:28

Secondo me, è una replica.
Anzi una replicante, perché comincio a pensare che si riproducono per gemmazione, o tramite baccelli, insomma qualcosa di alieno (in tutti i sensi).

Scusi l’ ironia, era per sdrammatizzare un po’. Mi capita spesso di essere a Torino (sono Piemontese anche io) e vedo con i miei occhi quello che lei dice, ed anche di più.

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Alessandro 21 Luglio 2016 - 9:05

Se un giorno diventerò assessore o, addirittura, sindaco promuoverò la dieta paleo.
Alla faccia di tutti i rompicoglioni che ci fracassano le palle con il loro integralismo da vegetale.

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