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Di Stefano San Basilio Raggi Boldrini

Roma, 25 mar – “Italia sovrana”: è questo lo slogan all’insegna del quale, tra poche ore, CasaPound Italia sfilerà a L’Aquila. Per ribadire che la sovranità è ciò che serve all’Italia oggi, ma anche per dire no a chi agita questa battaglia come un vuoto slogan, salvo poi agire in senso eminentemente anti-sovranista. Per conoscere le ragioni del corteo abbiamo contattato Simone Di Stefano, vicepresidente di Cpi.

Perché oggi Cpi è a L’Aquila?

Stiamo andando a L’Aquila per ribadire le nostre parole d’ordine di sempre: sovranità, no Ue, no Euro. È importante farlo oggi, mentre a Roma i capi di Stato della Ue celebreranno questa creatura fallimentare che è sempre più nemica dei popoli europei, e mentre, sempre nella capitale, sfilerà un’estrema sinistra che, in fin dei conti, vuole le stesse cose che voglio gli eurocrati, solo con un occhio di riguardo di più nei confronti degli immigrati. Entrambi sono nemici dei confini e delle nazioni, ecco perché noi abbiamo voluto distinguerci.

Perché proprio L’Aquila?

L’Aquila è una città fondativa per il nostro movimento. I primi nuclei di Cpi si ritrovarono qui dopo il terremoto, misero su un campo che per tre mesi è stato presente al fianco della popolazione colpita dal sisma. In quell’azione di solidarietà si è forgiata la comunità nazionale di Cpi.

Chi sono i “finti sovranisti” contro cui ha polemizzato in questi giorni Cpi?

I finti sovranisti sono quelli che dicono “no Euro” e “sovranità” ma poi vogliono portare i voti a Brunetta che, per esempio, vuole che la Turchia stia in Ue. Questo è un grande bluff. Se qualcuno parla di sovranità all’interno del centrodestra noi lo combatteremo.

È solo una provocazione o davvero Nina Moric è più sovranista di Salvini?

Nina Moric può portare visibilità al movimento e lo fa con la genuinità di chi crede in certe cose. Lei sa che noi vogliamo restare fuori dal centrodestra e se vogliamo ha fatto anche una scelta difficile perché avvicinarsi a noi non è certo buona pubblicità nel mondo dello spettacolo. In ogni caso noi non abbiamo pregiudizi da quando Pietro Taricone si avvicinò a noi compiendo un certo tipo di percorso.

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