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Roma, 17 giu – Ancora una fumata nera al vertice del centrodestra per i candidati alle Amministrative di Milano e Bologna. Dopo circa un’ora di trattative i partiti della coalizione hanno rimandato tutto di un’altra settimana. Prossimo vertice dunque giovedì 24 alle 15, come riferiscono fonti del centrodestra. Anche se a sentire Salvini, il vertice non è stato ancora convocato ufficialmente. Finora dunque Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia hanno trovato la quadra soltanto sulla Calabria su cui, dopo un ulteriore approfondimento su Roberto Occhiuto, vince la linea del ticket con Nino Spirlì vicepresidente sponsorizzata da Salvini.



Amministrative, centrodestra ancora senza nomi per Milano e Bologna

“Giustamente gli altri hanno chiesto di incontrare le persone che non hanno incontrato su Milano e Bologna, richiesta assolutamente legittima. Chiudiamo entro la prossima settimana”, assicura il leader della Lega. Alla riunione hanno partecipato, oltre a Salvini e ai leader di FdI Giorgia Meloni e FI Antonio Tajani (collegato da Bruxelles), anche i responsabili dei partiti satelliti di Noi con l’Italia, Coraggio Italia e Udc. A tenere banco è stato il nodo Milano. Per tutte le città che andranno al voto, rimarca il leader della Lega, ci saranno dei “candidati civici. Ci siamo presi questo impegno di un centrodestra inclusivo, solidale e innovativo“.

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Non tutti sono convinti dei candidati civici

Una posizione tuttavia non condivisa da tutti gli invitati al tavolo. In molti, infatti, per Milano vedono ancora papabile il centrista Maurizio Lupi come sfidante del sindaco ricandidato Beppe Sala del Pd. Ma Salvini sembra aver chiuso ogni possibilità: “La scelta del coinvolgimento della società civile vale a Milano, come Torino, Roma, Bologna”. In lizza per il capoluogo lombardo restano infatti il genero di Ennio Doris, Oscar di Montigny, il professore della Bocconi, Maurizio Dallocchio e il manager Riccardo Ruggiero. A uno di questi nomi dovrebbe essere affiancato Gabriele Albertini, che avrebbe messo il veto su Lupi, non facendo invece mistero della sua preferenza per Montigny.

Ora tiene banco il ticket

Anche per Bologna, proprio in virtù dello scontro in atto tra chi vuole i civici e ch i politici, è spuntato un altro nome vicino a Forza Italia. Si tratta di Ilaria Giorgetti, ex consigliere del quartiere Santo Stefano del capoluogo emiliano. La Giorgetti si era candidata da indipendente nelle liste della Lega per sostenere alle Regionali Lucia Borgonzoni per poi tornare in Forza Italia. Un nome che i forzisti hanno lanciato per affiancarlo a quello di Andrea Cangini (il ticket, dopo quello di Roma, tiene banco) come controproposta rispetto a Fabio Battistini e Roberto Mugavero, sponsorizzati dalla Lega.

Partito unico, federazione: coalizione in alto mare

Intanto resta sullo sfondo la proposta di Silvio Berlusconi sul partito unico. Al vertice a quanto pare non se n’è parlato. “Rilanciare l’economia, restituire le libertà ai cittadini, garantire il buongoverno alle città che tornano al voto: queste sono le priorità per Fratelli d’Italia. Non ci entusiasma, e credo ancor meno agli italiani, parlare di partiti unici o federazioni”, dice Francesco Lollobrigida (in linea con la leader Meloni). Salvini invece taglia corto: “Il partito unico non si fa dalla sera alla mattina. Farlo a tavolino sappiamo che non funziona“. Insomma, il leader della Lega vuole andare avanti con la federazione. Per ora dunque tutto sembra in stand-by. Mariastella Gelmini – tra i più contrari – intanto fa presente che “la federazione non mi ha mai convinto perché è difficile per gli elettori comprendere di che cosa si tratta. La suggestione del partito unico che il presidente Berlusconi ha lanciato è sicuramente importante, ed è aperta a tutte le forze del centrodestra”.

Il messaggio agli elettori non è dei migliori

Quello che fa specie è che questi tre partiti – che sondaggi alla mano vincerebbero le Politiche se si votasse ora – da settimane non riescono a trovare l’intesa sui candidati delle Amministrative. Per non parlare del fatto che la coalizione è spaccata, con FdI all’opposizione del governo Draghi. Il messaggio agli elettori non è dei migliori. Anche perché i voti veri non sono quelli di sondaggi. E i candidati civici devono essere validi e convincenti, visto che i politici non si vogliono bruciare. Ma anche questa gara tra le file del centrodestra a non candidarsi alle Amministrative, non è un bel messaggio.

Adolfo Spezzaferro

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3 Commenti

  1. Per Milano, Albertini sarebbe ancora il più papabile invece di stare dietro le quinte.
    Sicuro non vincerà mai un candidato di destra sociale o “sovranisti”.
    Milano è un avamposto progressista.

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