Roma, 16 mag – Doppio scippo in casa del Terzo Polo: la deputata bolognese Naike Gruppioni e la consigliera regionale dell’Emilia-Romagna Giulia Pigoni lasciano Azione e passano a Italia Viva. Insomma, tra frecciatine e sgambetti reciproci quelli che ambivano ad essere i paladini della buona politica stanno dando di sé tutt’altro spettacolo.

Il Terzo Polo alla deriva

Volevano essere il partito della bella gente e si ritrovano a litigare nemmeno fossero i contendenti di una zuffa da bar. Per quanto fragile pareva essere la loro luna di miele, tanto forte si sentono gli strascichi del divorzio tra Calenda e Renzi. Ultimo capitolo è il passaggio di due esponenti di Azione ai rivali di Italia Viva. Un cambio di casacca salutato favorevolmente dall’ex presidente del Consiglio che ha salutato così Gruppioni e Pigoni: “Diamo il benvenuto a due straordinarie professioniste della politica”. Di tutt’altro umore Calenda, che – come suo solito – ha brontolato su Twitter: “Abbiamo appreso stamattina da un giornale di questo ‘scippo’. Faccio i migliori auguri a Naike. Ogni scelta è legittima e rispettabile”. Dopo le parole di facciata, ecco le stoccate all’ormai ex deputata di Azione e soprattutto all’ex alleato: “Mi permetto solo di notare che, per rispetto alla comunità che l’ha eletta sei mesi fa quasi senza conoscerla, una comunicazione preventiva sarebbe stata più elegante. Ma immagino che l’uscita a sorpresa fosse parte dell’accordo di ingaggio. Questa vicenda, altrimenti irrilevante, spiega bene la distanza nei comportamenti con Matteo Renzi. Mentre noi eravamo impegnati in giro per l’Italia a sostenere le liste, spesso fatte insieme, per le amministrative lui era in queste faccende affaccendato. Buona strada”.

La risposta di Renzi: “Qualcuno si faccia delle domande”

Alle parole di Calenda ha risposto a suo modo Renzi, che ha punzecchiato con qualche malizia: “Ognuno faccia i passi che vuol fare. Se serve, sono pronto anche a prendere la rincorsa… noi non diremo mai cosa devono fare Calenda o Richetti… ma qualcuno si faccia delle domande se c’è chi viene via da un partito perché c’è rimasto male… ”. Uno scontro a distanza che si conferma anche nelle dichiarazione di Gruppioni, la quale ha commentato la sua scelta spiegando come ad essere dirimente sia stata proprio la diversa leadership dei due: “All’autorità che ha manifestato Carlo Calenda preferisco l’autorevolezza di Matteo Renzi, che anche quando ha fatto dei passi indietro ha sempre messo al centro il progetto. Ed è Renzi la risorsa indispensabile per la riuscita di un centro riformista e liberal–democratico”.

Michele Iozzino

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