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gazebo-forza-italiaRoma, 5 mar – Non c’è fine alla deriva del centrodestra su Roma. Ieri sembrava che il mexican standoff in cui avevano finito per trovarsi Berlusconi, Meloni e Salvini a proposito della candidatura per il Campidoglio si fosse sbloccato. Nel pomeriggio, infatti, era corsa voce che ci sarebbe stato un accordo per le primarie, con Bertolaso, Marchini e Storace come candidati. Nel giro di qualche ora, però, tutto è cambiato.

“Ho sempre detto che non ho mai creduto alle primarie”, ha dichiarato chiaro e tondo Silvio Berlusconi. Per l’ex premier, l’unico vero nome è quello di “Guido Bertolaso: sarà il sindaco della Capitale”. Oltre al danno la beffa: Berlusconi ha annunciato dei gazebo per consultare i romani, ma non sul nome del candidato, che egli ritiene assodato. Praticamente ha abolito le primarie per dar vita al plebiscito. “Apriremo la campagna elettorale il 19 e 20 marzo in pompa magna, con 100 gazebo in giro per Roma. Ci sarò anche io in giro con Bertolaso”, ha detto il leader di Forza Italia, che ha aggiunto: “Chiederemo quali sono le cose che più preoccupano i romani e i piccoli interventi da fare nei primi cento giorni della giunta. Ad esempio, interventi immediati sui giardini, perché io soffro nel vedere l’incuria assoluta e totale per il verde. Cominceremo così una grande campagna elettorale. Ci metteremo subito al lavoro per ridare a Roma la bellezza, l’ordine e la dignità che si merita”.

E gli alleati, come l’avranno presa? “Ho sentito Salvini questa mattina: è tutto a posto, va bene così”, ha detto Berlusconi. “Matteo Salvini e Noi con Salvini non hanno alcun candidato fino a quando non si esprimeranno i romani ai gazebo del 19 e del 20 marzo”, ha replicato il leader leghista. “Se sceglieranno Bertolaso bene, se no seguiremo altre vie. Bertolaso non è il mio candidato a meno che non me lo impongano i cittadini ai gazebo”. Insomma, l’unica certezza sono i gazebo, poi cosa ci si debba fare sotto è un altro paio di maniche.

Giorgio Nigra

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