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centro di accoglienza gianturcoCatanzaro, 1 lug – A Catanzaro la Questura apre centri di accoglienza per gli immigrati e “rimpatria” gli italiani. Non è un gioco di parole, ma è l’incredibile caso avvenuto a Girifalco, cittadina di circa 6 mila anime in provincia di Catanzaro. Il protagonista dell’episodio è Mimmo Gianturco, responsabile calabrese di CasaPound e consigliere comunale a Lamezia Terme, che per i prossimi 3 anni non potrà recarsi sul territorio del Comune di Girifalco, pena “l’immediato rimpatrio a Lamezia Terme” e una condanna da 6 mesi fino a un anno. La colpa di Mimmo Gianturco e di altri 7 militanti di CasaPound diffidati dal Questore Racca, è quella di aver protestato, in modo “plateale e indisciplinato”, contro l’apertura di un centro di accoglienza per immigrati. Il fatto è avvenuto il 14 maggio scorso, quando gli esponenti di CasaPound insieme ad un gruppo di residenti del comitato “no al centro di accoglienza”, hanno fatto un “blitz” all’interno del Consiglio Comunale di Girifalco, esponendo uno striscione e rivendicando le proprie ragioni. Da mesi infatti l’amministrazione comunale di centrosinistra ignorava le proteste dei cittadini, che più volte avevano chiesto di essere ricevuti.

Usciti dal consiglio comunale, Gianturco e gli altri manifestanti avevano dato via ad un breve megafonaggio e presidio sulla piazza antistante il Consiglio Comunale. Al termine della manifestazione di protesta due carabinieri avevano preso i documenti dei partecipanti e tutto sembrava essere finito lì. E invece circa un mese dopo il consigliere e gli attivisti lametini hanno ricevuto l’ordinanza che per 3 anni gli vieta di recarsi nel territorio di Girifalco. Per chi avesse poca dimestichezza con la geografia della Calabria, parliamo di meno di 30 km di distanza con Lamezia Terme. “E’ una situazione paradossale”, spiega Mimmo Gianturco, “chi protesta contro l’arrivo di immigrati viene espulso dal Comune. E’ un precedente pericoloso. Io che sono italiano ricopro una carica pubblica vengo rimpatriato, mentre agli immigrati viene garantita l’accoglienza a spese dei cittadini“.

Dunque per la Questura di Catanzaro “sebbene la protesta non sia stata di carattere violento, per la sua modalità plateale e indisciplinata si è comunque sostanziata in una turbativa per la sicurezza e la tranquillità pubblica”, fatto che giustificherebbe l’utilizzo del pugno duro. La situazione è ai limiti del grottesco, ma purtroppo c’è poco da ridere. In ogni caso domani sabato 2 luglio il Comune di Girifalco inauguGianturco centro di accoglienzarerà il centro di accoglienza per immigrati e nonostante l’espulsione e il rischio di “rimpatrio a Lamezia Terme” Gianturco promette battaglia: “Il Comune di Girifalco e la Questura di Catanzaro non possono pensare di mettere a tacere le proteste dei cittadini con i decreti di espulsione. Non siamo disposti ad accettare questi provvedimenti liberticidi e annunciamo che domani, a modo nostro, saremo a Girifalco per ribadire che questo centro di accoglienza non va aperto e che i rimpatri vanno effettuati nei confronti degli immigrati clandestini che si fingono rifugiati, non certo nei confronti dei cittadini italiani”.

Davide Di Stefano

1 commento

  1. No comment. L’ho già detto ma lo ribadisco… Dismettete le vesti della “democrazia” e indossate quelle più adeguate della dittatura… così sarò legittimato, dalle vostre stesse leggi, a muovervi guerra come “partigiano”…

    E l’unico rischio che correrò a fine “guerra” (e con i crimini a pesare sulla mia fedina penale, non certo sulla mia coscienza) sarà quello di essere eletto presidente della Repubblica.