Davide Serra il finanziere amico di Renzi

Roma, 3 feb – Davide Serra è un noto investitore finanziario da sempre vicino al premier Matteo Renzi. Iscritto, lui dice a sua insaputa, al Pd, di certo frequentatore della sezione londinese del partito è fondatore e amministratore delegato del fondo Algebris al quale fanno capo numerose altre piccole società. Un sistema societario complesso non realizzabile in Italia ma consentito dalle leggi britanniche dove ha sede il cuore del suo impero e dove beneficia della tassazione sui dividendi più bassa rispetto a quella consentita nel nostro paese.

Serra ha sostenuto Renzi nella campagna vittoriosa per le primarie del Pd intervenendo più volte alle edizioni dell’assemblea del partito organizzate alla Stazione Leopolda di Firenze. Di lui Bersani disse: “Direi che qualcuno che ha la base alle Cayman non può permettersi di dare giudizi”. Tale affermazione fu oggetto di querela da parte di Serra, archiviata su richiesta del Pm con la seguente motivazione: “La sede in un paradiso fiscale non è un illecito, ma è un fatto che si assoggetta alla critica di appartenere a una legislazione non trasparente”.

Oggi Serra ammette candidamente di aver investito da più mesi sulle banche Popolari, oggetto peraltro di un discusso decreto che è stato varato dal governo Renzi il 24 gennaio. “Investiamo sulle banche Popolari da marzo 2014. Abbiamo in particolare una specifica, grande posizione. La società sa cosa vogliamo e dove intendiamo arrivare. Ci siamo parlati, anzi siamo in dialogo costante. Non aggiungo altro”, ha detto ai media il gestore del fondo Algebris, con sede a Londra.

Non si hanno ulteriori dettagli su questa affermazione di Serra, si sa solo che l’istituto di credito indiziato numero uno è il Banco Popolare, al secondo posto Ubi Banca e Pop Milano – ma le parole sono bastate a innervosire sindacati e associazioni a tutela dei consumatori. Secondo Susanna Camusso, leader della Cgil, si tratta di speculazioni. “Non è un bello spettacolo che subito dopo il decreto si scopra che c’è chi lo sapeva e ci ha speculato sopra”, ha commentato la leader sindacalista.

Tutto questo mentre la Consob sta indagando sulle operazioni sospette intercorse sui mercati inglesi prima che il decreto legge di rilancio delle banche Popolari venisse varato dall’esecutivo. Le autorità di controllo dei mercati vogliono vederci chiaro e capire se ci siano stati cambi di partecipazione prima che i titoli delle Popolari venissero impattati in Borsa.

Giuseppe Maneggio

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