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Ci serve una strategia per sopravvivere nel mondo deglobalizzato

by Matteo Brandi
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Come sarà il mondo del futuro? Siamo sinceri: nessuno, per quanto preparato e informato, può prevedere con esattezza l’evolversi degli eventi, soprattutto in un’epoca così «liquida» come quella attuale, a tratti davvero schizofrenica. Si possono tuttavia individuare alcune tendenze in atto che possono offrirci una diapositiva, per quanto sbiadita e sfocata, del mondo in cui vivranno i nostri figli. Uno di questi processi è senza dubbio la progressiva morte della globalizzazione per come l’abbiamo vissuta negli ultimi cinquant’anni. Parecchi analisti concordano nel decretare lo stato comatoso del globo interconnesso, arrivato a uno zenit da cui sta cominciando pian piano a discendere. Anzi, a precipitare.

Questo articolo è stato pubblicato sul Primato Nazionale di maggio 2023

La pandemia di Covid19 ha messo a nudo tutta la fragilità del tanto osannato libero mercato, ponendo soprattutto l’Europa di fronte alla propria debolezza strutturale. L’interruzione delle catene di approvvigionamento ha gettato il Vecchio continente in una spirale inflazionistica disastrosa, a cui la Bce ha risposto malissimo con l’aumento dei tassi d’interesse. Un suicidio. I bisogni dei singoli Stati europei hanno squarciato qualsiasi propaganda.

Globalizzazione addio

Intanto la Cina, dopo aver cavalcato la globalizzazione inondando l’Occidente con le proprie merci e aver messo piede in Africa, annuncia che entro il 2049 riprenderà Taiwan e sarà in grado di competere con gli Stati Uniti su ogni fronte. L’India, la nazione più popolosa, da una parte si impegna a limitare – con la partecipazione al Quadrilateral security dialogue – le ambizioni talassocratiche cinesi, ma dall’altra importa greggio dalla Russia reinventandosi polo di raffinazione. Il Messico implementa grandi politiche di rinazionalizzazione dei propri comparti strategici, come ad esempio i depositi di litio e l’industria elettrica. Anche l’Indonesia pare muoversi su questa linea. Il Brasile, per quanto ancora nell’orbita americana, stringe rapporti con Pechino e Mosca. L’egemonia del dollaro non è più così granitica. Il controllo sempre più essenziale delle…

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