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ingrahamCleveland, 22 lug – “E’ un saluto nazista, sarà il Goebbels dell’amministrazione Trump”. In rete è scoppiata una bufera, tra ironia e indignazione, dopo il saluto ai fan della nota commentatrice repubblicana Laura Ingraham alla fine del discorso più applaudito alla convention di Donald Trump a Cleveland. Dopo gli attacchi infuocati a Hillary Clinton, al grido di “look her up” (chiudetela in galera) e ai giornalisti anti-tycoon seduti in platea, “nel cuore sanno perché Donald ha vinto ma non lo vogliono ammettere”, la speaker radiofonica nonché autrice di noti best seller, ha chiuso così il suo intervento, con un gesto per molti inequivocabile. E dire che si era trattato, a giudizio anche dei media democratici, del discorso più brillante e al contempo “cattivo” della serata, un fiume in piena che aveva esaltato la folla dei sostenitori.

Subito dopo il saluto finale sono partite le condivisioni sui social da parte dei democratici americani, condite di insulti del tipo “holy cow” (sacra vacca) e riferimenti di ogni genere al nazismo e al suprematismo bianco. Resta che dalle parti di Trump nessuno per ora si è scandalizzato, tutto fa parte dello show, che il popolo dei social commenti pure come vuole. Laura Ingraham d’altronde non è nuova ad attacchi al fulmicotone, anche nei confronti delle nuove tendenze, come quelle hipster. Nel suo discorso ha stroncato ad esempio le “crocchie da uomo”.

La bionda pasionaria di Trump è nota però anche per il primo pamphlet contro la candidata democratica alla presidenza degli Stati Uniti, “The Hillary Trap”, un vero e proprio caso editoriale. I media americani meno accaniti contro Trump, fanno notare che nei video si nota però che la speaker dopo aver accennato il saluto incriminato, si rilassa subito sorridendo e indicando la folla in modo “più disteso”.

Eugenio Palazzini

 

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