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Roma, 15 gen – Giuseppe Conte non schioda: è convinto di avere i numeri al Senato, ma Matteo Renzi lo avverte che “se non arriva a 161, si fa un altro governo”. Il premier non si è dimesso perché vuole la conta al Senato. Ritiene che grazie ai “costruttori” avrà i numeri per continuare a governare. Anzi, il premier assicura che i contiani sparsi qua e là a Palazzo Madama si raggrupperanno in un partito. Dal canto suo, il leader di Italia Viva, che ha scatenato la crisi ritirando i suoi ministri dall’esecutivo, commenta: “Se Conte ottiene 161 voti ha vinto e governa, poi voglio vedere come. Se invece non arriva a 161 si fa un governo diverso e si arriva al 2023″.



Conte lunedì chiederà la fiducia alla Camera e martedì al Senato per il voto decisivo

Conte ha deciso di non dimettersi, e dopo aver informato Mattarella, lunedì sarà alla Camera per le comunicazioni sulla situazione politica. A seguire ci sarà il voto sulla fiducia al governo. Il voto si svolgerà con chiama per appello nominale. Il giorno successivo, martedì alle 9.30, sarà quello decisivo per la sopravvivenza del premier. Conte infatti sarà in Senato per ripetere lo schema del giorno prima:  comunicazioni sulla situazione politica, su cui verrà posta la questione di fiducia. E’ qui che si gioca il suo futuro, perché senza i 18 senatori renziani, dovrà reclutare contiani tra le file degli altri gruppi per raggiungere quota 161 e salvarsi.

I senatori del Maie pronti ad accogliere i contiani

A quanto pare gli eletti all’estero del Maie si sono già schierati con l’ex avvocato del popolo oggi strenuo difensore della sua poltrona. Con tanto di simbolo, aggiornato per l’occasione “Maie/Con-Te“. Ma il premier, secondo le indiscrezioni filtrate – e quindi da prendere con le pinze -, starebbe lavorando per recuperare anche qualche renziano. Poi ci sarebbero dei berlusconiani e anche degli ex grillini, tutti disposti a fare i “costruttori” (in cambio ovviamente di qualcosa). Tra questi spicca Riccardo Nencini, detentore del simbolo socialista che ha permesso fino a oggi a Italia Viva di avere un gruppo, essendo nata dopo le elezioni, da una scissione del Pd. Certo, Nencini dovrebbe restare formalmente con Iv, ma al momento del voto sosterrà Conte.

“Con-Te” punta a raggiungere la quota necessaria per formarsi in gruppo

Inoltre a quanto pare, i senatori di “Con-Te” puntano a raggiungere la quota necessaria per diventare un gruppo a tutto gli effetti (anche in questo caso grazie al Maie, presente alle ultime elezioni). Tra chi potrebbe farne parte spiccano l’ex grillino De Falco e la donna-simbolo dei “costruttori”: Sandra Lonardo Mastella. Come è noto Conte al Senato parte da quota 151 voti. Sono quelli di Pd, M5S, LeU, Maie, Autonomie, più due senatori a vita, Mario Monti ed Elena Cattaneo, che si dà scontato voteranno per lui.

Renzi: “Martedì 1, X o 2”

Martedì 1, X o 2. Se Conte ottiene 161 voti ha vinto e governa, poi voglio vedere come. Se invece non arriva a 161 si fa un governo diverso e si arriva al 2023. Alle elezioni si va al 2023, vanno aperte le scuole, non le urne“. Parola di Renzi, ospite a Diritto e rovescio su Rete 4. “Se hanno i numeri vince la democrazia parlamentare – ha precisato -. Se non li ha si andrà al Quirinale e si fa un altro governo“. Poi il leader di Iv si è concesso un po’ del suo caratteristico sarcasmo. “Noi vogliamo dare una mano, siamo disponibili. Il presidente del Consiglio ha detto ‘vado in Parlamento e asfalto Italia Viva’. Se asfaltassero qualche strada in più sarebbe meglio. Ma se il loro obiettivo è asfaltare noi…”, ha sottolineato l’ex premier. Quanto al “M5S è passato da uno vale uno a uno vale l’altro, pur di stare al governo fanno l’accordo con tutti“, ha fatto presente.

Il leader di Iv attacca ancora il premier

Il leader di Iv ha sganciato altre bordate contro il premier, sottolineando che “martedì in Senato parlerà il presidente del Consiglio, uno che cambia maggioranza, e per noi Teresa Bellanova, una che in nome delle idee ha lasciato la poltrona“.  “L’esatto opposto – ha evidenziato – di chi per la poltrona un giorno è amico di Trump e uno di Biden, uno per i Dl Salvini e poi li cancella”. “C’è chi pensa che la democrazia è come un grande reality show, un lavoro sui social”, ha affermato poi commentando la pagina contro di lui apparsa sui social del premier Conte e poi cancellata. “Ieri ci hanno risposto con un hashtag. A me interessa che si risolvano i problemi, se poi in una struttura pagata dagli italiani c’è gente che passa il tempo così… Io preferirei si occupassero di vaccini, non delle foto di Renzi con scopo dispregiativo”, ha concluso.

Il partito di Conte che spezza il cuore a Di Maio e ai 5 Stelle

“Decidere di essere costruttori in questa fase politica significa fare una chiara scelta per il bene del Paese”, va dicendo Conte ai senatori che spera di reclutare per salvarsi. La scelta è votare per lui ed entrare nel suo partito, s’intende. La notizia di un gruppo facente capo al premier, che lascia suppore anche la possibilità che Conte si presenti con una sua lista quando un giorno si tornerà al voto, ha ovviamente spezzato il cuore a Luigi Di Maio. Il ministro degli Esteri e tutto il M5S infatti ha fatto quadrato attorno a Conte perché lo considera espressione del Movimento. Ma a quanto pare, pur di restare appiccicati alla poltrona i grillini dovranno ingoiare pure quest’altro boccone amaro.

Adolfo Spezzaferro

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