Il Primato Nazionale mensile in edicola

Roma, 18 gen – L’odierno appello del premier Giuseppe Conte è stato anticipato questa mattina da molti giornali. Si attendevano una chiamata generale al “grande centro” da assemblare all’uopo per contrapporsi alla “destra sovranista” e “anti-europea”. E così è stato. Intervenendo in Aula, il primo ministro non ha esitato infatti a esplicitare il suo piano. Lo ha fatto in modo inequivocabile, usando termini che non lasciano spazio a interpretazioni. “Questa alleanza – ha detto Conte – sarà chiamata a esprimere una imprescindibile vocazione europeista. Forze politiche che quindi sono chiamate a operare una chiara scelta di campo: contro le derive nazionaliste e le logiche sovraniste”.



Quando Conte difendeva il “sovranismo”

Niente di particolarmente strano, penserete. In fondo Conte rappresenta in questo momento un governo di centrosinistra che si salda sul verbo politicamente corretto, terrorizzato dall’avanza delle cosiddette “destre” e ansioso di proseguire su una strada disseminata di sassolini buonisti. E’ quindi comprensibile che in preda alla caccia al “responsabile” usi una retorica da vecchia balena bianca che ha di fronte lo spauracchio del terribile nemico. Allora era il comunismo, oggi per i novelli moderati è il sovranismo. Già, oggi. Peccato che soltanto due anni fa, lo stesso premier che oggi invoca il “grande centro” e attacca a gamba tesa gli avversari “nazionalisti” e sovranisti”, dicesse esattamente il contrario.

Quando qualcuno ci accusa di sovranismo e populismo – sentenziava Conte – amo ricordare che sovranità e popolo sono richiamati nell’articolo 1 della Costituzione italiana. Ed è esattamente in quella previsione che interpreto il concetto di sovranità e l’esercizio della stessa da parte del popolo”. Parole pronunciate dall’ora primo ministro dell’esecutivo Lega-M5S. L’antinomia è talmente chiara da non richiedere troppe esegesi. Palesa semplicemente il clamoroso cambio di registro e di narrazione dell’ex avvocato del popolo, trasmutato in breve tempo in reggitore della corte progressista.

Meloni: “Quanto vale la parola di Conte”?

Contraddizione che non è sfuggita a diversi utenti social, che nelle ultime ore l’hanno rilanciata. A tal punto che Giorgia Meloni ha tuonato su Twitter: “Ma Conte che oggi in Aula alla #Camera si appella alle forze ‘responsabili’ contro ‘le logiche sovraniste’ è lo stesso che 3 anni fa difendeva pubblicamente il sovranismo all’Onu? Ascoltare per credere. Quanto vale la parola di quest’uomo?”. A vo lettori l’ardua sentenza, ammesso che sia davvero ardua.

Eugenio Palazzini

Pivert casual italian brand

La tua mail per essere sempre aggiornato

Commenta