Roma, 2 mag – “Mi si nota di più se vengo e rimango in disparte o se non vengo proprio?”: così Nanni Moretti in una celebre scena di Ecce Bombo del 1978 ci ricorda un po’ Matteo Salvini che non va alla convention di FdI a Milano. Come il regista romano, al telefono con un amico, è indeciso se andare o meno a una festa, Salvini nel dubbio ha deciso di non andare dalla Meloni. In effetti, la notizia sarebbe stata la presenza del leader della Lega, visto che con Giorgia Meloni non si sentono dalla rielezione di Mattarella. Ma anche l’assenza di Salvini non passa di certo inosservata. “Qualcuno del suo partito ha detto che non ero gradito e sarei stato come un imbucato alle feste“, spiega così il leader della Lega la sua assenza alla convention della Meloni proprio nella sua città.

Salvini non va alla convention della Meloni e ci ricorda Nanni Moretti

Ospite da Massimo Giletti a Non è l’Arena su La7, Salvini racconta che “qualcuno” del partito della Meloni ” ha detto in qualche intervista che non ero gradito, che non ero invitato e che sarei stato come un imbucato alle feste”. Ragion per cui, spiega il leader della Lega, “se dovevo essere vissuto come un imbucato… sono andato al parco Sempione con i miei due figli che mi godo troppo poco. Ci tornerò la prossima volta”. Al di là delle giustificazioni, e del calcolo “morettiano” se andare o meno, il problema di fondo resta: il centrodestra è spaccato.

Il leader della Lega: “Per unità centrodestra è valore. Ma impressione che qualcuno preferisca giocare da solo”

Il leader del Carroccio non è molto autocritico circa la spaccatura nella coalizione, anzi. Preferisce puntare il dito. “Per me – dice da Giletti – l’unità del centrodestra è un valore. Ma ho l’impressione che qualcuno invece preferisca giocare da solo”. Un chiaro riferimento a FdI che va in solitaria alle amministrative di Palermo. E quando il conduttore gli chiede se c’è il rischio che queste divisioni possano indebolire il centrodestra, Salvini risponde: “Certo. Io chiedo a tutti unità, lo sforzo della Lega è quello di essere insieme ovunque. La Lega ha infatti fatto tanti passi indietro in diverse città, a Parma, Palermo, Catanzaro, Verona”.

Poi il paragone con il Milan: “Magari non abbiamo in campo Maradona, Pelé o Platini, ma se giochi di squadra vinci. Se giochi singolo contro singolo non vinci, per questo spero che a Palermo ci sarà un unico candidato”.

Adolfo Spezzaferro

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3 Commenti

  1. Salvini è stato un gran copione ma adesso l’ ora è quella delle idee più che del rischio semi-ponderato e bisogna saper essere sempre di cuore giovane, pronti alla m., intuire al di là… Non sembra proprio il suo forte.

  2. ma và al diavolo,salvini…
    tu e berluskaz avete perso una
    occasione storica per IMPORRE un presidente della repubblica
    che non fosse la solita una pantofola da bagno per nazisinistrati
    ed euroatlentisti leccasederifinoadarrivareingolaallanatoall’americaeall’ue.

    e adesso che l’avete fatta FETIDA,
    per orgoglio e vergogna sfascerete il fronte del centrodestra,che andrà diviso alle urne
    per l’ennesima volta….
    con il risultato di perdere delle politiche che erano già vinte
    solo qualche mese fa.

    io non so che diavolo avete,in quella testaccia marcia…
    un comportamento più autolesionista di questo io non riesco ad immaginarmelo.

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