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Roma, 20 apr – Il Consiglio dei Ministri ha dato il via libera al rinvio delle elezioni comunali e regionali. Non c’è ancora il testo del decreto ma sembra che il Cdm abbia stabilito che la finestra in cui ciascuna Regione potrà andare al voto andrà dal mese di settembre a quello di dicembre. Sembra però più probabile che il giorno delle elezioni venga fissato tra metà settembre e fine ottobre. Per i Comuni invece dovrebbe essere indicata una data diversa: le amministrative dovrebbero tenersi tra il 15 settembre e il 15 dicembre. Confermato dunque quanto ventilato a fine marzo, quando il centrodestra si disse concorde con slittamento delle elezioni considerando anche i problemi tecnici di indirle a maggio.

Regioni e Comuni al voto in autunno

Si tratta comunque di un arco temporale piuttosto ampio e vago, dettato senz’altro dall’incertezza sulla durata dell’emergenza coronavirus ma che desta non poche perplessità. E’ stata di fatto scartata l’ipotesi, auspicata da alcuni governatori regionali, di andare alle urne a luglio. L’unica certezza, a questo punto salvo improbabili ripensamenti, è che l’appuntamento per il rinnovo dei consigli regionali e comunali è rimandato al prossimo autunno. Al voto sono chiamate le regioni Veneto, Liguria, Campania, Toscana, Marche, Puglia e Valle D’Aosta. Oltre a circa mille Comuni. Intanto però le critiche sulla decisione del Cdm non mancano. Sul “piede di guerra” sono soprattutto i presidenti di Liguria, Veneto e Campania.

Scontro sulle date

Luca Zaia ha spiegato così il suo punto di vista: “Non sono così in ansia come qualcun altro per le elezioni, il problema coronavirus rispetto alle elezioni, sembra passato in secondo piano. Capisco che il Governo si preoccupa per una convocazione che sarà difficile. Se votiamo a settembre – ha detto Zaia – ci dovrà essere una campagna elettorale ad agosto. Se le facciamo in autunno torna il virus, la finestra più utile e sicura è il prima possibile”. Affatto diversa la posizione di Giovanni Toti, governatore della Liguria: “Sulle elezioni insieme ai governatori Zaia, De Luca e ad altri, abbiamo già indicato al ministro degli Interni la data del 12 luglio nella considerazione che se riapriamo il paese non possiamo vietare il voto”. Eppure il governo sembra aver già deciso: le elezioni in estate non s’hanno da fare.

Alessandro Della Guglia

1 commento

  1. Hanno abolito le elezioni dopo averci incarcerato? Mica lo avranno fatto dei non eletti da nessuno? Credo ci sia qualcosa che non và in questo paese sotto attacco da poteri occulti stranieri!
    E questo malgrado la bassa mortalità del corona(non Fabrizio, s’intende!) pubblicata dalla Sanford .In Italia è supposto vi siano milioni di positivi(con gli anticorpi!) e 20,000 morti su 6 milioni (ipotesi positivi) è 1 ogni 3000 cioè lo 0.3% circa.Questa è la mortalità per cui ci hanno dato i domiciliari.E se consideriamo che il nord ha l’80% dei morti nel centro sud sono stati circa 4 mila in tutto!!!

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