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Roma, 2 feb – Rinvii, tensioni, strappi, ricami e rimpalli. E’ difficile dire se sia più imbarazzante la gestione della crisi o il governo in crisi, sta di fatto che l’Italia è appesa a Fico che consulta e chiede tempo. Un tempo che sta per scadere, con il presidente della Camera che si recherà entro le 20 al Colle e dovrebbe chiedere a Mattarella un nuovo “giro” di consultazioni. I giallofucsia non intendono insomma gettare la spugna, continuano a tergiversare e provano a ricucirsi. Pd, M5S e Iv appaiono divisi praticamente su tutto, tranne che sulla volontà di restare a galla, in un modo o nell’altro. Resta il problemone cardine: trovare una quadra per dar vita a un nuovo esecutivo. E la quadra al momento sembra proprio una chimera.



Prevalgono i veti incrociati che inevitabilmente bloccano la trattativa in corso, nonostante i continui contatti tra le forze che componevano la maggioranza fino a pochi giorni fa. Il Conte ter resta quindi appeso a un filo. Italia Viva, stando a quanto fatto trapelare da alcune fonti vicine ai protagonisti della crisi, sarebbe contraria soprattutto ai nomi del pentastellato Alfonso Bonafede, del dem Andrea Orlando come vicepremier e allo spacchettamento del ministero delle Infrastrutture e dei Beni Culturali. Viceversa i grillini non vogliono minimamente prendere in considerazione il nome di Maria Elena Boschi per la squadra di governo.

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M5S, lascia anche Carelli: “Il movimento ha perso la sua anima”

Nel bel mezzo dello stallo che paralizza tutto, ecco però che proprio il M5S fa i conti con nuove rotture. Il deputato Emiliano Carelli ha deciso infatti di mollare il movimento. “Non senza sofferenza interiore annuncio la mia uscita dal Gruppo parlamentare del Movimento 5 Stelle. In questo modo dico addio ad un Movimento che ha perso la sua anima.”, dice Carelli. “Alla mia decisione ha contribuito anche il triste spettacolo di queste ultime settimane con il tentativo di compravendita di singoli parlamentare delle opposizioni o dei gruppi minori al solo fine di garantire la maggioranza, peraltro risicata, ad un governo che i voti non aveva più, ma anche l’inadeguatezza del piano di attuazione del Recovery fund”, fa sapere Carelli.

E cosa farà adesso l’ormai ex esponente grillino? “Voglio propormi come aggregatore di una nuova componente ‘Centro – Popolari Italiani’, che potrebbe diventare una casa accogliente per tutti i colleghi che intendono lasciare il Movimento ma temono di restare isolati, ma anche per chi proviene da altri gruppi”, spiega Carelli. “Sarà una componente moderata, di centro destra, che vuole rappresentare il primo passo verso la costituzione di un nuovo gruppo parlamentare che vorrei in sintonia col Ppe, sostenitore dell’Europa, della difesa dell ambiente, del mondo delle imprese e della tutela dei lavoratori mettendo l’innovazione e la ricerca al centro delle proprie iniziative. Una iniziativa politica che intende dare voce a tutta quell’area moderata e liberale che guarda con diffidenza agli estremismi di ogni genere e che esige risposte concrete ai problemi reali”, conclude il deputato.

Eugenio Palazzini

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