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Roma, 18 mar – Il decreto Cura Italia, approvato lunedì dal Consiglio dei ministri, con un misterioso ritardo di un giorno – forse dipeso da uno scontro all’interno della compagine di governo -, è stato firmato nella notte dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale in edizione straordinaria (riporta la data ieri ma è stata pubblicata stanotte): ora quindi è in vigore. Nel complesso, il provvedimento autorizza per l’emergenza coronavirus l’emissione di titoli di Stato per un importo fino a 25 miliardi di euro per il 2020 (3,5 miliardi andranno alla Protezione civile e alla Sanità, 10 miliardi saranno destinati al sostegno dell’occupazione). L’importo massimo di emissione di titoli pubblici, in Italia e all’estero, al netto di quelli da rimborsare e di quelli per regolazioni debitorie, passa pertanto da 58 a 83 miliardi di euro per il 2020. Nell’articolo 1 del decreto è previsto uno stanziamento aggiuntivo di 350 milioni di euro per pagare gli straordinari dei dipendenti del Servizio sanitario nazionale in prima linea contro l’emergenza coronavirus.



Il provvedimento è suddiviso in cinque maxi capitoli

Il provvedimento, composto da 127 articoli e per il quale sono state necessarie 67 pagine della Gazzetta Ufficiale, è suddiviso in cinque maxi capitoli: misure di potenziamento del servizio sanitario; misure a sostegno del lavoro; misure a sostegno della liquidità attraverso il sistema bancario; misure fiscali a sostegno delle famiglie e delle imprese; ulteriori disposizioni. In quest’ultimo ‘titolo’, che spazia dalla pulizia straordinaria delle scuole al potenziamento delle reti di telecomunicazioni, sono presenti anche le norme per la nazionalizzazione di Alitalia, con un fondo da 500 milioni, e per il rinvio del referendum costituzionale sul taglio dei parlamentari, che si potrà indire entro 240 giorni dall’ordinanza che lo ha ammesso e che risale a fine gennaio. Pertanto l’ultima data utile è il 22 novembre.

Ecco le principali misure, attive da subito:

Potenziamento del servizio sanitario
Previsti incentivi al personale, il potenziamento delle reti di assistenza, norme per la produzione di dispositivi medici e anche di mascherine protettive, la possibilità di utilizzare aree sanitarie temporanee, la requisizione di beni, l’arruolamento temporaneo di medici e per la permanenza di chi dovrebbe andare in pensione, il potenziamento di molte strutture e disposizioni urgenti per la sperimentazione di medicinali e dispositivi anti-coronavirus.

Estensione degli ammortizzatori sociali su tutto il territorio nazionale
Per il lavoro è prevista l’estensione di ammortizzatori sociali su tutto il territorio nazionale, per la cassa integrazione ordinaria e per quella in deroga, ma anche per chi ha già attivato assegni di solidarietà o ha una cassa integrazione in corso. Un articolo riguarda il congedo parentale 15 giorni, con partenza retroattiva dal 5 marzo, per i genitori che hanno figli o della possibilità di utilizzo di un bonus di 600 euro per baby sitter (che sale a 1.000 per il personale sanitario). Il bonus viene erogato mediante il libretto famiglia. La norma vale sia per i dipendenti del settore privato sia per gli autonomi.

Ammortizzatori e contributi per Partite Iva, stagionali del turismo e agricoli
Norme specifiche sono previste per il settore pubblico. Nel capitolo del lavoro è prevista anche un contributo di 600 euro in favore dei lavoratori titolari di Partita Iva e per i rapporti di collaborazione coordinata e continuativa attivi. Previsti ammortizzatori anche per gli stagionali del settore turistico e per i lavoratori agricoli. Vengono sospesi anche i termini di pagamento dei contributi previdenziali per l’assicurazione dei lavoratori domestici e la sospensione delle procedure di impugnazione dei licenziamenti.

Stop ai versamenti al fisco fino a venerdì
Previste misure a sostegno della liquidità attraverso il sistema bancario, che aiutano il credito all’esportazione, aiutano le grandi e le piccole imprese, potenziano il fondo di solidarietà per i mutui prima casa, garantiscono supporto alle Regioni per l’acquisto dei beni necessari a fronteggiare il coronavirus. Il capitolo delle misure fiscali fissa invece rinvii al 20 marzo per le imposte dovute lunedì scorso e lo stop fino al 31 maggio dei tributi dovuti dai settori e dalle imprese più colpite dall’emergenza Covid-19.

Stop alle cartelle esattoriali e sconti a chi fa donazioni per l’emergenza
Vi sono poi lo stop alle cartelle esattoriali e sconti alle imprese e alle persone che effettuano donazioni per misure di contrasto all’emergenza coronavirus. Previsti anche un credito d’imposta pari al 50% delle spese sostenute per la sanificazione dei luoghi di lavoro e un premio di 100 euro ai lavoratori dipendenti con reddito inferiori a 40mila euro da rapportare ai giorni di lavoro svolti nella propria sede nel mese di marzo.

Stop ai licenziamenti per 2 mesi
Stop ai licenziamenti: per 60 giorni il decreto vieta al datore di lavoro, indipendentemente dal numero dei dipendenti, di recedere dal contratto per “giustificato motivo oggettivo” e sospende le procedure pendenti avviate dopo il 23 febbraio 2020.

Adolfo Spezzaferro



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