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Roma, 8 ott – Dopo un’ora di incontro tra Salvini e Draghi, in Cdm torna il sereno: approvato all’unanimità il decreto capienze, riaprono le discoteche al 50% della capienza. Tra le altre misure, estesa la capienza per cinema, teatri e stadi. Dal canto suo, dopo lo strappo della Lega sulla delega fiscale, Palazzo Chigi conferma l’impegno a evitare aumenti delle tasse. Anche se non lo mette per iscritto, come chiedeva il leader della Lega.



Cdm approva all’unanimità il decreto capienze

Il Consiglio dei ministri approva il decreto capienze, che ha deliberato “disposizioni urgenti per l’accesso alle attività culturali, sportive e ricreative, nonché per l’organizzazione di pubbliche amministrazioni e in materia di protezione dei dati personali”. Le nuove disposizioni entrano in vigore l’11 ottobre 2021. Nel dettaglio, per quanto riguarda teatri, cinema e concerti, si allentano le restrizioni, andando oltre le indicazioni date dal Cts. In zona bianca, per gli spettacoli aperti al pubblico in sale teatrali, sale da concerto, sale cinematografiche, locali di intrattenimento e musica dal vivo e in altri locali o spazi anche all’aperto, la capienza consentita è del 100 per cento di quella massima autorizzata sia all’aperto che al chiuso. Inoltre l’accesso è consentito esclusivamente ai soggetti muniti di green pass. Nelle strutture museali invece è stata eliminata la distanza interpersonale di un metro. Per quanto riguarda gli eventi e le competizioni sportive, la capienza consentita non può essere superiore al 75 per cento di quella massima autorizzata all’aperto e al 60 per cento al chiuso.

Dopo 20 mesi riaprono le discoteche. Capienza al 50%

Dopo 20 mesi riaprono le discoteche. La capienza nelle sale da ballo e locali assimilati non può essere superiore al 75 per cento di quella massima autorizzata all’aperto e al 50 per cento al chiuso. Il Cts consigliava il 35%, la Lega chiedeva il doppio: trovata la quadra. Nei locali al chiuso deve essere garantita la presenza di impianti di aerazione senza ricircolo dell’aria. Novità anche sul fronte sanzioni. In caso di violazione delle regole su capienza e green pass nei settori di spettacoli, eventi sportivi e discoteche, la chiusura dell’esercizio si applica dalla seconda violazione riscontrata.

Salvini e Draghi si incontreranno senza mediatori una volta a settimana

Come avevamo anticipato, non ci sarà alcuna crisi di governo. Il leader della Lega e il presidente del Consiglio hanno trovato la quadra. “E’ stato confermato l’impegno del governo a evitare ogni aumento della pressione fiscale”, dice Palazzo Chigi. “C’è stata piena condivisione degli obiettivi economici, con un impegno comune affinché non ci siano aumenti di tasse”, conferma la Lega. Dopo un incontro di un’ora, Salvini e Draghi hanno deciso che tali incontri a due – senza mediatori, senza Giorgetti, per intenderci – si ripeteranno a cadenza settimanale. Ieri prima e dopo l’incontro con Draghi, Salvini ha visto i suoi ministri per fare il punto sulle richieste della Lega e sull’agenda di governo. Sarà dunque questa la procedura per i prossimi incontri con il premier.

Letta e Conte si stracciano le vesti ma fa tutto parte del gioco

Nella maggioranza ovviamente l’atteggiamento del leader della Lega, il quale prima alza la voce, poi trova un compromesso e rientra nei ranghi, scatena le solite critiche. Il segretario del Pd Enrico Letta sbotta: “E’ sempre il solito film, Salvini racconta al Paese una storia, poi dopo va a Palazzo Chigi e tutto torna come prima. Oramai è stancante commentare questo giochino che non serve a nessuno. Salvini non è un problema per la maggioranza ma per la Lega”. Sulla stessa linea l’attuale leader del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte: “Non so cosa voglia dire per Salvini ‘tutto chiarito’, è difficile fidarsi di Salvini. Siamo abituati ai suoi ripensamenti, adesso vedremo quanto durerà questo atteggiamento. Non posso interpretare la linea di condotta politica del segretario della Lega”.

Ma se Letta e Conte fanno la loro parte, nell’attaccare Salvini pur rimanendo tutti nella stessa maggioranza, anche il leader della Lega fa la sua, per cercare di recuperare consensi dopo la fallimentare “svolta moderata”, punita dalle urne.

Adolfo Spezzaferro



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