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Roma, 3 feb – Il sostegno di Forza Italia a un governo guidato da Mario Draghi è dato per scontato da tutti, o quasi. Così come sembra ovvio il pressing dei forzisti per far sì che anche gli alleati di centrodestra, Lega e FdI, appoggino l’ex presidente della Bce.
“Pur non essendo Draghi della nostra stessa parte politica, speriamo che su Draghi ci sia il più alto consenso e senso di responsabilità di tutte le forze politiche“, ha dichiarato infatti Renato Brunetta ai microfoni di 24Mattino su Radio 24.



Berlusconi: “Draghi? Vedremo…”

Ma Silvio Berlusconi cosa pensa realmente di Draghi? E’ davvero un nome a lui gradito?
Il leader di Fi, prima di giudicare e dare indicazioni sul voto, ha intenzione di capire cosa intende fare il premier incaricato. Ergo non si è ancora sbilanciato, prende tempo, osserva e soprattutto vuole capire quale sarà la scelta di Draghi riguardo a un tema a lui carissimo: la giustizia. In collegamento via Zoom con il vertice del centrodestra, stando a quanto riportato dall’Adnkronos, avrebbe consigliato di muoversi a piccoli passi ed espresso una certa preoccupazione sul prossimo Guardasigilli.

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Spero che Draghi non metta alla Giustizia un ministro giustizialista”, avrebbe affermato Berlusconi. Una battuta, stando a quanto riferito da fonti parlamentari di centrodestra, ma al contempo una sorta di pausa di riflessione. In ogni caso, sempre durante il vertice via Zoom, il Cav avrebbe poi detto agli alleati: “Andiamo a vedere cosa dice Mario Draghi e poi il centrodestra deciderà insieme”.

Centrodestra attendista

Una linea attendista, parzialmente condivisa a quanto pare anche da Matteo Salvini. Il leader della Lega continua a dire che la via maestra sono le elezioni, ma non chiude del tutto a Draghi, anzi. “Siamo realisti, sappiamo che il Paese ha bisogno di risposte immediate. C’è Draghi che ci incontrerà, andremo a capire, proporre e valutare”, dice il leader della Lega. Noi – spiega – non abbiamo pregiudizi, gli italiani hanno fame di salute”. Mentre Giorgia Meloni avrebbe chiesto agli alleati di lavorare ancora per chiedere le elezioni, proponendo l’astensione nel caso in cui Draghi arrivi in parlamento a chiedere la fiducia per un governo da lui guidato.

Alessandro Della Guglia

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