Roma, 26 mag – Con la chiusura delle urne italiane si chiude ufficialmente la lunga tornata delle elezioni europee, iniziate lo scorso 23 maggio con il voto in Olanda e Inghilterra e chiusesi, fra ieri e oggi, nelle restanti nazioni dell’Unione.

Una tornata di indubbia importanza visto che, plausibilmente, porterà alla fine dello storico duopolio che ha visto, al Parlamento Ue, la costante alternanza fra Partito Popolare e Partito Socialista a guidare i giochi. Entrambi, infatti, avranno bisogno di costituire alleanze più ampie che in passato per formare una maggioranza. Con l’incognita dei movimenti sovranisti, che tentano di affermarsi come forza politica.


L’importanza della consultazione si può già ricavare dal dato dell’affluenza. Le elezioni europee richiamano infatti storicamente meno elettori, con la soglia del 50% lontana da raggiungere ormai dal 1999. Nel 2014 erano andati a votare il 42,61% degli aventi diritto ma oggi possono di nuovo superare il 50%, almeno stando ai dati preliminari diffusi dalla Commissione Ue.

Gli exit poll

Le rilevazioni condotte all’uscita dai seggi e già diffuse prima della chiusura di quelli italiani non offrono grandi sorprese rispetto alla vigilia. Stando alle prime proiezioni – da prendere con cautela in quanto basate sugli exit poll, con tutto il margine di errore conseguente – infatti, a Bruxelles conserverebbe la maggioranza relativa il Ppe, seguito a ruota dai socialisti. Terza forza i liberali dell’Alde, tallonati dai Verdi che conquisterebbero 70 seggi, 20 in più rispetto a quelli del 2014. Crescono, ma senza sfondare, i sovranisti di Enf, che dovrebbero superare i 50 seggi e, se considerati insieme agli euroscettici di Ecr, sarebbero la terza forza anche se non dovrebbero impensierire la piazza dei socialisti.

Nazione per nazione, sono comunque molte le sorprese. A partire dalla Francia, dove Marine Le Pen con il suo Rassemblement National registra il sorpasso su Macron. Trionfa – non è una novità – Orban in Ungheria, con il 56% delle preferenze. Tracollano i socialdemocratici in Germania, dove i Verdi superano il 20% e cresce anche Afd.

In Italia: Lega tra il 27 e il 30%, Pd supera il M5S

Per quanto riguarda l’Italia, la Lega conferma i sondaggi pre-elettorali attestandosi tra il 27 ed il 31% dei voti. Male il Movimento 5 Stelle, che rischia di essere superato dal Pd. Attorno al 10% Forza Italia, mentre Fratelli d’Italia dovrebbe superare sia pur di poco lo sbarramento. Operazione invece difficile per +Europa di Emma Bonino.

Nicola Mattei

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