partito democraticoBologna, 14 nov – Dai formaggi ai sexy shop, dai pranzi ai regali di natale. Sembra un film di Ferreri ma questa volta la grande abbuffata è reale ed è targata Partito Democratico. Siamo in Emilia-Romagna, la regione del buon governo rosso per eccellenza. E si sa, da queste parti si mangia bene e si cade facilmente in tentazione. Peccato che i conti poi li paghino i cittadini con i propri soldi.

Scorriamo quindi il menù partendo dal luculliano per eccellenza, un big della politica locale e non solo. Secondo le pm Morena Plazzi e Antonella Scandellari, sarebbe infatti Marco Monari, ex capogruppo dei democratici e tra i fondatori del Pd, ad aver speso oltre 25 mila euro di soldi pubblici nei ristoranti in pranzi e cene tra il 2010 e il 2011. Anche a Rimini però la buona cucina non manca, ecco allora che il consigliere Pd Roberto Piva avrebbe pensato bene di non farsi mancare qualche buon piatto di pesce a spese nostre. Giusto 14 mila euro di rimborsi per sedersi ai tavoli del Pescatore del Cavenone e della Casa Colonica.

Per non farvi andare di traverso la colazione non proseguiamo il listone dei buongustai, ci limitiamo a sintetizzarvi quanto emerso dall’inchiesta. Ovvero 18 indagati del Pd per una somma totale contestata di 940 mila euro. Certo, anche il Pdl non scherza, 11 gli indagati per aver investito in cene 205 mila euro. Vabbè direte voi, sicuramente qualche partito si salverà. C’è sempre il Movimento Cinque Stelle che rifiuta i finanziamenti pubblici. E invece no, eccovi pure due indagati grillini che si sono “accontentati” di 98 mila euro. E se proprio siete ingordi, di notizie of course, aggiungete un posto a tavola e sappiate che il compagno Roberto Sconciaforni (nomen omen?) della Federazione della Sinistra, è forse il più affamato di tutti: 151 mila euro da solo soletto.

Non agitatevi però, non è che tutti avrebbero sperperato i vostri soldi per mangiare. Nell’inchiesta si parla pure di regali, rimborsi chilometrici, feste di compleanno. Se pensate poi che tutto questo sia uno scherzo, e non lo è, preparatevi al dolcetto finale: un bel vibratore acquistato in un sexy shop, pare, dall’ex socialista reggiano Rosario Genovese. Soldi pubblici spesi in modo di certo più originale, per un pensierino destinato al consigliere regionale Pd Rita Moriconi. Ma il nostro Casanova come avrà motivato l’acquisto di questo giocattolino erotico? Non siate maliziosi, eccovi subito la risposta: risulta negli scontrini giustificati per “pranzi o cene di lavoro e hotel con amministratori locali su politiche regionali.”

Eugenio Palazzini

 

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