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Bolzano, 15 feb – Odia l’Italia, ripudia il tricolore, per il quale è finita anche a processo per vilipendio, ma non i soldi che il tanto odiato Stato italiano ogni mese gli versa sul conto. E non sono neanche pochi: ora spunta un bonus di quasi un milione di euro.


Lei è Eva Klotz, meglio conosciuta in Alto Adige come la “pasionaria Sudtirolese”, figlia “d’arte” del terrorista dei B.A.S. (Comitato per la liberazione del Sudtirolo negli anni ’60) Georg Klotz, artefice di svariati attentati dinamitardi, dal 1976 attivista politica attiva sempre sull’onda del “via dall’Italia”. Inizia la carriera politica all’interno della SVP (Suedtiroler Volks Partei) principale partito tedesco in Alto Adige riuscendo in pochi anni a farsi eleggere consigliera comunale a Bolzano, poi consigiera provinciale ed infine consigliera regionale. Sua antica battaglia e slogan: “Suedtirol ist nicht Italien” (l’Alto Adige non è Italia). Ed è proprio a causa di questo suo radicalismo estremo che nel 1983 Klotz abbandona la SVP iniziando una carriera politica propria.

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Nel 1989 è fondatrice e leader del movimento politico “Union für Südtirol” (Unione per l’Alto Adige), per il quale è stata consigliera provinciale, carica che, a norma dello statuto speciale della Regione, comporta anche il diritto a far parte del Consiglio regionale del Trentino Alto Adige. Movimento, quello dell’“Union für Südtirol”, che abbandonerà nel 2007 lanciandosi in una nuova avventura dal sapor ancor più estremista: la nascita del suo partito “Südtiroler Freiheit”.

È con questo nuovo partito che Eva Klotz lancerà più e più battaglie anti-italiane come il falso referendum per l’autodeterminazione in Alto Adige e conseguente ri-annessione all’Austria. Ancora, è proprio in questi anni che installerà cartelli con la dicitura “Südtirol ist nicht Italien” in tutta la provincia di Bolzano, confine del Brennero in primis. Ancora, è in questi anni che sarà indagata e processata per vilipendio alla bandiera dopo aver pubblicato e affisso in tutto l’Alto Adige degli striscioni che ritraevano una scopa che spazzava via il tricolore italiano (paragonandolo a immondizia), lasciando solo i colori della bandiera italiana bianco e rosso che sono invece i colori della bandiera tirolese.

Questi solo alcune delle tante provocazioni anti-italiane portate avanti da frau Klotz. Tutte fatte con soldi italiani che la politica (almeno sulla carta) italiana ha percepito dal 1976 ad oggi. klotz4Anche lei colpita dallo scandalo vitalizi dei consiglieri regionali del Trentino Alto Adige nel 2014, la stessa ha sempre difeso il suo malloppo affermando che gli spettava di diritto. Oggi, oltre l’offesa, la beffa: alla ex consigliera regionale anti-italiana lo Stato ha versato un “bonus” di quasi un milione di euro pari alla pensione maturata per la sua attività di consigliere provinciale e regionale. Si tratta più precisamente di 946.175 euro che sono entrati nelle casse della pasionaria sudtirolese ormai da oltre un anno ritirata a vita privata dopo aver abbandonato la politica per dedicarsi al marito. La cifra è frutto del calcolo della pensione da politico alla luce della nuova legge votata dalla regione autonomista e che taglia del 20% circa un precedente vitalizio; che la consigliera autonomista e altri suoi colleghi si erano impegnati a restituire in seguito a una feroce polemica esplosa a proposito dei privilegi per chi sedeva nell’assemblea regionale di Trento e Bolzano. Ciò che era uscito dalla porta, insomma, è rientrato dalla proverbiale finestra…

Mirco Minisini

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10 Commenti

  1. Mi pare un punto di vista parecchio qualunquista. Un partito o un giornale che si oppone ad un certo regime non dovrebbero approfittare dei soldi che i meccanismi del regime stesso gli permettono di ottenere? Requisizioni – se sei al potere – o rapine – se non lo sei – sono OK, ma incassare emolumenti o finanziamenti pubblici che per formalismo giuridico non ti possono essere negati, no?

  2. se si scrive un articolo così si deve scrivere tutta la storia.
    Eva Klotz avrebbe ricevuto un pensione molto più alta ma l’ha ritornato, come gli altri consiglieri della provincia.
    E se si conosce la storia di Eva Klotz e della sua famiglia e dell alto adige, si può capire perchè ha combattuto tutta la sua vita per i diritti degli abitanti dell alto adige con madre lingua tedesca.

  3. 1) il sudtirolo non esiste, esiste solo l’alto Adige.
    2) “il solito giornale italiano” è anche il vostro giornale perché voi siete italiani, mettetevelo bene in testa!
    3) siamo stati troppo buoni con voi, bisogna rimettervi in riga…. Se necessario davanti a un muro!!!

  4. Ma vai a farti sparare tu e questa bastarda che ruba i soldi italiani come d’altronde anche i nostri politici fanno…non sono fascista ma a volte ci vorrebbero i metodi di Mussolini per questa gente!!!!!!

  5. Come platealmente percepibile da alcuni dei commenti presenti, la cosidetta “destra radicale” non si é ancora liberata del tutto dalle scorie degli anni passati. Non stupiscono infatti i commenti dei soliti noti che negli anni ci hanno abituato alla propria mortifera e ininterrotta propaganda anti-italiana. Conteremo come soggetto politico solamente dopo che avremo definitivamente fatto piazza pulita di tutte queste assurde posizioni anti-italiane purtroppo imbarcate nei decenni: secessionisti all’amatriciana, amici dei terroristi altoatesini, filo-musulmani, padanisti, neo-borbonici, nostalgici del papa-re e tutto il resto del circo appestante. Tutto ciò non ha assolutamente nulla a che spartire con l’idea di Nazione e di Popolo che fu propria al fascismo. Oggi serve un fronte unico, nazionale e sociale, che si riconosca senza equivoci sotto un’unica bandiera: quella tricolore. Il resto vada altrove a diffondere la propria propaganda incapacitante.

  6. Ma sta tizia si è informata di quanto prenderebbe lei e i suoi colleghi di stipendio o di pensione se dovesse passare con l’Austria ? I nostri Parlamentari dovrebbero avere la forza ed il coraggio di modificare la Costituzione per uniformare tutte le Regioni (Statuto unico) e con l’occasione ridurne il numero e porre dei paletti sulla loro autodeterminazione, in particolare per quanto riguarda le retribuzioni ed i benefici di tutti i Consiglieri. Legge uguale per tutti.

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