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G7Lucca, 11 apr – “E’ chiaro a tutti noi che il regno di Assad sta ormai arrivando alla fine”. Lo ha detto Rex Tillerson, segretario di Stato Usa, al G7 di Lucca. Specificando che “la Russia deve scegliere se sulla Siria vuole stare con gli Usa e con i paesi che la pensano allo stesso modo o con Assad, l’Iran e Hezbollah”. Una certezza americana: Assad ha i giorni contati, esattamente quello che diceva Obama a marzo 2012. E la solita velata minaccia alla Russia, per cui non c’è neppure bisogno di citare precedenti dichiarazioni di presidenti o segretari di Stato americani.

Se il ministro degli esteri Alfano ha però escluso nuove sanzioni affermando che sarebbe “un errore isolare il Cremlino”, dove proprio oggi si è recato in visita ufficiale il presidente Mattarella, la riunione dei ministri del G7 allargata ai Paesi arabi considerati amici (scelte emblematiche) Qatar, Giordania, Emirati, Arabia Saudita e Turchia, ha concluso in linea con gli Stati Uniti che “non c’è una soluzione per la Siria con Assad al potere”. Parole pronunciate dal ministro degli Esteri Jean Marc Ayrault e tutti gli altri presenti d’accordo. Ci piacerebbe sapere qual è la soluzione alternativa proposta, peccato però che non sia stata menzionata. Il G7 di Lucca secondo Ayrault, affermerà poi che la Russia deve piantarla con “l’ipocrisia” in Siria e deve “lavorare con gli altri Paesi per mettere fine alla guerra civile”. Il ministro francese ha concluso smorzando però i toni dicendo che “dobbiamo tendere mano a russi”.

Eugenio Palazzini

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