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Roma, 12 ott – Dopo l’assalto alla sede romana della Cgil a sinistra ci si aspetta che passi completamente in secondo piano l’ignavia del sindacato di Landini di fronte all’introduzione del green pass obbligatorio come requisito per lavorare. E alla notizia che i Cobas hanno contestato – e duramente – il sindacalista a Milano, Gad Lerner inorridisce: “Cascano le braccia”.



Milano, la contestazione alla Cgil: “Landini venduto”

Ieri un corteo di protesta dei lavoratori organizzato da Usb, Sol e Cobas a Milano nella giornata di lunedì 11 ottobre, di fronte alla Camera del Lavoro, ha lanciato cori e insulti ai sindacalisti della Cgil in presidio davanti alla sede milanese. Alcuni degli epiteti? ‘Servi’, ‘buffoni’, ‘venduti’, ‘i fascisti siete voi’, ‘servi dei padroni’. I manifestanti hanno poi srotolato uno striscione ‘No green pass’ che campeggiava di fianco alle bandiere rosse, stando a quanto riporta MilanoToday.

“Solo due giorni dopo l’attacco squadristico …” frigna Lerner

Pensate che qualcuno si sia chiesto come si sia arrivati ad una tale … antipatia, per Landini e la Cgil? Giammai! In compenso Gad Lerner ci delizia con un post che potrebbe riassumersi così: “Il popolo ha fame? Che mangino il fantasma fascista!”. “Fa cascare le braccia la scelta dei Cobas che ieri sono andati davanti alla Camera del Lavoro di Milano gridando “i fascisti siete voi”, “Landini servo” e altre simili amenità” scrive Gad Lerner sulla sua pagina Facebook “Solo due giorni dopo l’attacco squadristico alla CGIL Confederazione Generale Italiana del Lavoro”.

L’attenzione spostata dal Green pass (grazie a Landini)

L’acuto giornalista non spende neanche un secondo a chiedersi come mai un sindacato di sinistra, di certo non affine a chi a Roma, sabato scorso, ha assaltato la sede centrale della Cgil, arrivi a lanciare simili epiteti a Landini. E’ lampante, in fondo, che dell’attacco “squadristico” a quelli dei Cobas non freghi niente, o freghi il giusto: a loro probabilmente frega che Landini con le sue sceneggiate e l’abbraccio a Draghi abbia spostato l’attenzione dalla legittimità del Green pass alla contestazione subita. Neanche per un secondo, a Lerner, è baluginato in mente che il Green pass possa, effettivamente, essere discriminatorio per chi lavora – che sia di sinistra, di destra o monarchico. No, ci regala indignazione e anche un po’ di snobismo. Quel tipo di snobismo che equipara due insulti (magari anche meritati) a un assalto. Se la sinistra si spacca, caro Lerner, è inutile farsi cadere le braccia. E’ meglio tenere gli occhi aperti.

Ilaria Paoletti



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2 Commenti

  1. Cit. “Pensate che qualcuno si sia chiesto come si sia arrivati ad una tale … antipatia, per Landini e la Cgil? Giammai!”

    Vabbé, mi tocca sempre continuare a fare lezione nonostante l’età, mi sforzerò io di spiegarlo a Gad Lerner e Kompagni.

    Era l’inverno del 1996, un imprenditore lombardo voleva regalarsi un’aziendina di 16 persone fiorente tecnicamente ma appassita economicamente pur se il conto economico era in attivo (cosa non inspiegabile ma non sto a dettagliare).

    L’azienda, ovviamente poi acquistata dall’imprenditore di cui sopra, porta i libri in Tribunale.

    Riunione dei lavoratori con la CGIL

    Tranquilli vi seguiamo noi in tutta la procedura basta che facciate la tessera.

    Uno dei dipendenti, forse un po’ meno scemo gestendo acquisti produzione e logistica come mansione ma comunque sempre un po’ ignorante, essendo ignorante alza la manina per farsi spiegare.
    Chiede: “Ok. Facciamo la tessera e poi?”

    La risposta per chiunque con un minimo di cervello sarebbe stata sconcertante.
    “Tratteniamo (nel pacchetto sindacale era pure incluso il mandato all’incasso in nome e perconto del lavoratore) il 20% del lordo che andrete a percepire”

    Il lavoratore, ignorante ma abituato a far di conto vista la mansione, dice no grazie pagare le tasse anche su soldi che si prende il sindacato anche no e deposita in proprio istanza di insinuazione al passivo fallimentare.

    Essendo in proprio è in contatto diretto con il curatore che un pomeriggio dopo oltre un anno lo chiama e gli comunica che la mattina successiva sarebbe andato a fare gli assegni per una somma, a saldo, corrispondente all’80% del credito vantato e se voleva poteva già passare l’indomani nel pomeriggio a ritirare l’assegno.

    Ancora in contatto con uno degli altri dipendenti che invece avevano deciso di farsi rapinare, scusate il correttore, seguire dal sindacato lo informa che a breve avrebbero ricevuto i soldi.

    Hanno ricevuto 15 giorni dopo rispetto al lavoratore solitario che ha preso l’80% non tutto ma meglio di niente, al tempo avere contante in banca fruttava e pare il sindacato abbia preso la palla al balzo, il 60 percento perché c’era il pizzo sindacale.

    Scusate l’estensione ma visto l’acume di certi sinistri figuri era necessario spiegare per bene perché i sindacati tradizionali si prendono dei buffoni anche se magari ladroni (ex art. 21 Costituzione) ritengo sarebbe stato più appropriato 😛

    E c’è ancora gente che si fa abbindolare 🙁

    Che “corpi intermedi” non significhi che i lavoratori dai sindacati prenderanno sempre quello di mezzo dove non batte il sole? 😛

  2. Interessante anche per chi dopo la dipartita della invece onesta Cisnal ha pensato di star ben lontano dai sindacati e ha incontrato per scelta, recentemente, una sede Ugl nord-est, moscia che privilegia a fatica solo la procedura…, errore colossale. Potrebbe meritatamente concedersi di più.

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