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Roma, 7 set – In arrivo nuove restrizioni: il green pass molto probabilmente sarà esteso a tutti i luoghi di lavoro, intanto i sindacati chiedono tamponi gratis. Il ministro della Salute Roberto Speranza inoltre annuncia che è in arrivo “la terza dose per i più fragili“. La cabina di regia slitta alla settimana prossima, perché la maggioranza è divisa.



Verso l’obbligo del green pass per tutti i luoghi di lavoro

A quanto pare l’obbligo del green pass sarà esteso a tutti i luoghi di lavoro. In tal senso da Confindustria e sindacati arriva un primo passo verso l’accordo. Sì all’obbligo della certificazione verde in ufficio o in fabbrica, ma a patto che i costi dei tamponi per i lavoratori non vaccinati non ricadano su aziende o lavoratori. “Dobbiamo crescere ancora di più con le vaccinazione” contro il Covid. “Penso all’estensione del green pass e ad ulteriori ipotesi che sono state dibattute e che possono consentirci, se dovesse servire, di rafforzare ancora di più la nostra campagna”, ribadisce intanto Speranza. Il ministro annuncia che “la terza dose” di vaccino “in Italia ci sarà, partiremo sicuramente già nel mese di settembre per le persone che hanno fragilità di natura immunitarie”.

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Il vertice Confindustria-sindacati

Green pass sul posto di lavoro – anche nel privato – e tamponi gratis, Confindustria e sindacati cercano l’accordo in vista della cabina di regia del governo. Sul tavolo c’è pure l’obbligo vaccinale, possibilità anticipiata la scorsa settimana dal premier Mario Draghi. Il leader di Confindustria Carlo Bonomi e i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil ieri, al termine dell’incontro a viale dell’Astronomia, hanno compiuto un primo passo avanti. Il nodo principale è quello dei tamponi, che sia le imprese che i sindacati non intendono far pagare né alle aziende né ai lavoratori. E in attesa della decisione del governo nella prossima cabina di regia, probabilmente giovedì prossimo, industriali e parti sociali chiedono insieme al governo rassicurazioni sui costi. Dal canto suo, Bonomi smentisce che Confindustria intenda “licenziare chi rifiuta il tampone“.

La richiesta di Confindustria e sindacati: tamponi gratis

Se Confindustria non intende pagare i tamponi necessari per il green pass, men che mai tale spesa spetta ai lavoratori. “Quando si parla di sicurezza i costi non possono essere assolutamente sulle spalle dei lavoratori”, spiega il leader Uil, Pierpaolo Bombardieri. Posizione condivisa anche da Cgil e Cisl. Insomma, se il governo opterà per l’obbligo di green pass per tutti i luoghi di lavoro dovrà farsi carico dei costi dei tamponi, cosa che finora non ha fatto per costringere i cittadini a vaccinarsi.

Il nodo cruciale dunque è proprio questo: estendendo il green pass si pone il problema del costo dei tamponi. Ma se il governo li dovesse rendere gratuiti, chi non si è ancora vaccinato non lo farà mai. L’alternativa dunque sarebbe imporre l’obbligo vaccinale, come per il personale sanitario o per la scuola. Ma la Lega è contraria. Staremo a vedere.

Adolfo Spezzaferro

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4 Commenti

  1. Dott. Spezzaferro, ho sempre apprezzato le sue analisi puntuali e senza mezzi termini sulle situazioni in atto. Solo una precisazione: non è vero che con i tamponi gratuiti per il test Covid-19 “chi non si è vaccinato non lo farà mai” : le assicuro che per chi ha resistito fin qui (per i motivi più disparati che non starò qui a dire) spenderà i soldi per il test è *comunque* non aderirà a questa terapia. Cordialmente

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