grimoldiRoma, 10 nov – Matteo Renzi? “Il male assoluto”. Un male di fronte al quale si può tornare a dialogare anche con Berlusconi, “anche se non ce l’ha ordinato il dottore di stare con il Cav”. Parola di Paolo Grimoldi, segretario della Lega Lombarda e deputato della Lega Nord, che al Primato Nazionale commenta la manifestazione di Bologna.

Che piazza era quella di domenica scorsa a Bologna e quali sono le differenze con la “Casa della Libertà” e il 1994?

È stata una piazza con le idee chiare. Rispetto al 1994 non ci sono democristiani e qualora si tornasse al governo in termini propositivi si saprebbe cosa fare. E soprattutto non ci sarebbero democristiani pronti a cambiare idea il giorno dopo.

Fino a pochi mesi fa Salvini diceva “non dobbiamo stare insieme per forza”. Ora sembra che l’urgenza sia quella di stare insieme per battere Renzi. È cambiato qualcosa nelle ultime settimane?

Il problema non è se stare con Berlusconi o meno, se fare la coalizione. Il problema è per cosa stare insieme. Oggi c’è un’emergenza nazionale che è quella di battere Renzi, fermare l’invasione di clandestini e ridurre la pressione fiscale. Renzi è il male assoluto, se si trova una coalizione politica forte per mandarlo a casa è un bene. Ovviamente non ce lo ha ordinato il dottore di stare con Berlusconi e la sua presenza non sempre ci trova d’accordo. Questo però passa in secondo piano rispetto alla possibilità di mandare a casa un governo che prima ci fa invadere dai clandestini e poi ci fa diventare stranieri in casa nostra con lo Ius Soli.

Ecco, a proposito dello Ius Soli, in che modo rappresenta un attacco alla nostra identità?

Con lo Ius Soli anche chi parla arabo, chi prega nelle moschee, chi pratica l’infibulazione o la poligamia, chi ritiene giusta l’uccisione degli apostati potrà diventare italiano, senza nessun parametro di elementare buon senso. Non sarà inoltre possibile magari revocare la cittadinanza nemmeno di fronte ad un terrorista o a chi attenti ai valori fondanti della nostra identità. Si parla addirittura della possibilità di uno Ius Soli retroattivo, qui mi sembra evidente che in due decenni vogliamo fare in modo che ci siano italiani che parlano arabo e pregano verso la Mecca. È una scelta suicida e la combatterò anche al di là delle logiche e delle alleanze politiche. È una questione di sopravvivenza.

La Lega condivide l’idea che l’immigrazione di massa rischia di cambiare la composizione etnica e il tessuto sociale europeo per sempre. Esiste un progetto volto alla “sostituzione” dei popoli europei o si tratta solo di complottismo?

Mi pare abbastanza evidente che esista un progetto volto alla sostituzione dei popoli europei, non è complottismo ma un dato concreto. Anche il fatto che nessun paese arabo accolga rifugiati e che vengano tutti in Europa, unito a provvedimenti demenziali attuati dai nostri governi come lo Ius Soli, rende evidente una volontà di annientare la nostra storia, la nostra cultura, la nostra identità.

Ultimamente se ne parla un po’ di meno, ma la Lega è ancora per l’uscita dall’Euro?

Sull’uscita dall’Euro i nostri alleati sono senza dubbio un po’ restii. Una proposta valida è sicuramente quella della doppia moneta.  Non è una proposta che abbiamo inventato noi, ma in Lombardia ad esempio si stanno sviluppando molto le monete elettroniche. L’Euro ha ammazzato la nostra economia ed è chiaro che va cercata un’alternativa.

Come si coniuga a livello europeo l’alleanza con il Front National e a livello italiano quella con chi convive a Bruxelles con il PPE della Merkel?

Il discorso è relativo a come ci vogliamo porre di fronte all’Europa. Un conto è dire “usciamo dalla Ue”, un conto voler mettere i “puntini sulle i”. Ad esempio in questo momento l’Italia è per residuo fiscale il secondo contribuente dell’Unione Europea. Noi vogliamo riequilibrare questo tipo di situazioni.

Roberto Derta

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Commenti

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1 commento

  1. Il problema è tutto di Berlusconi e del carrozzone forzista che si porta dietro, del resto anche Orban è un liberale del PPE, eppure si comporta da Europeo e da uomo. Il liberalismo non è incompatibile con le politiche identitarie: come possono giovare a una società liberal-capitalista masse di persone con un QI medio molto inferiore a quello dei popoli europei?

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