Roma, 12 nov — La crisi sugli sbarchi e sui flussi degli immigrati irregolari si sta trasformando in una crisi politica di livello europeo, trascendendo il litigio diplomatico-politico tra Italia e Francia che nei fatti chiede un isolamento dello Stivale dal punto di vista dell’accoglienza degli immigrati a bordo dei barconi Ong.

Immigrati, Ue convoca riunione

Ma questa volta i toni forti scelti da Parigi — che da un lato predica spirito europeo di accoglienza e di solidarietà e poi nei fatti persegue obiettivi pratici legati al solo interesse nazionale francese, come avvenne per l’intervento in Libia — non sembrano aver suscitato grande seguito tra gli altri partner europei.

L’Ue in queste ore sta pensando di convocare una riunione specifica sulla crisi migratoria, anche per ricomporre la frattura tra Italia e Francia. Alla riunione, che dovrebbe avere una natura eminentemente tecnica e di analisi e studio del dossier immigrazione, non si esclude però di dare come anticipato una coloritura politica, facendovi intervenire i ministri degli Interni dei vari Paesi. Verosimilmente, la riunione dovrebbe tenersi a breve e comunque prima del Consiglio Affari Interni già schedulato nella prima settimana di dicembre.

L’Europa non raccoglie l’appello francese a isolarci: in 4 dicono “no”

A questa riunione si arriverà con un quadro politico eterogeneo, ma molto meno favorevole alla posizione francese di quanto invece avrebbe sperato Parigi. Netta la Germania nel rifiuto di aderire alla richiesta francese di sospendere il meccanismo di solidarietà e di collocazione degli immigrati sbarcati. «Continueremo ad attenerci al Meccanismo di Solidarietà nei confronti del Paesi che permettono l’approdo di migranti salvati in mare. Questo vale espressamente anche per l’Italia, che ha permesso lo sbarco di tre navi. Andremo avanti nel nostro sostegno fino a quando l’Italia terrà fede alla sua responsabilità per l’accoglienza dei migranti salvati dal mare» dichiara espressamente un portavoce del ministero dell’Interno tedesco all’Ansa.

Analoga reazione da parte del Lussemburgo: «Non intendiamo sospendere la nostra partecipazione al Meccanismo di Solidarietà per la redistribuzione dei migranti e continueremo a mostrare solidarietà. Inoltre, speriamo che Francia e Italia riusciranno a risolvere molto presto la controversia in modo tale che come europei possiamo continuare a cercare una risposta europea» dichiara Dejvid Adrovic, portavoce del ministero degli Esteri lussemburghese responsabile per l’immigrazione. Anche Spagna e Olanda non raccolgono l’appello di Parigi a isolare lo Stivale sospendendo il Meccanismo di solidarietà.

Meloni, “Difesa confini Ue unica soluzione”

Intanto non accenna a placarsi la polemica tra istituzioni italiane e francesi. «Quando si parla di ritorsioni in un dinamica Ue qualcosa non funziona. Sono rimasta molto colpita dalla reazione aggressiva del governo francese, incomprensibile e ingiustificabile», aveva affermato il Presidente del Consiglio Meloni in conferenza stampa, secondo la quale è necessario isolare gli scafisti e di certo non l’Italia. «Cosa fa arrabbiare? Il fatto che l’Italia deve essere l’unico porto di sbarco per i migranti del Mediterraneo? Questo non c’è scritto in nessun accordo».

Scendendo poi nei dettagli delle possibili soluzioni, Meloni ha spiegato «Ora tre cose possiamo fare: possiamo decidere che siamo l’unico porto d’Europa ma non sono d’accordo, non ho avuto questo mandato dagli italiani. Ipotesi due: non credo che si debba litigare ogni volta con Francia, Grecia, Spagna, Malta… Unica soluzione comune, e ne ho parlato con Macron, Germania e Ue, è la difesa dei confini esterni dell’Ue, bloccare le partenza, aprire hotspot. Abbiamo speso milioni di euro per aiutare la Turchia, ora serve una soluzione europea». La «ritorsione» francese si è poi tradotta in un rafforzamento del presidio di polizia delle frontiere tra Francia e Italia.

Cristina Gauri

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5 Commenti

  1. […] Nonostante i risultati dell’auspicato boicottaggio francese siano ben lungi dal verificarsi, Parigi insiste nel battere su una strada che, a questo punto, suona come puro infantilismo diplomatico. Un atteggiamento grottesco, a tratti perfino ridicolo. Ormai è abbastanza chiaro che la signora Colonna abbia tutte le caratteristiche per diventare, nei prossimi giorni, oggetto di meme selvaggi e ironici. Con un po’ di fantasia, il ministro potrebbe essere rappresentato alla stregua di una bambina viziata che, non ottenuto il giocattolo desiderato per Natale, si lagni dei suoi compagni di prima elementare più fortunati e assecondati dai genitori. Insomma, un personaggio che potrebbe diventare di riferimento (nel senso satirico del termine). Le potenzialità di questa donna sono però ancora sconosciute: finora, a livello governativo, ha solo occupato dicasteri minori (come quello per gli Affari europei, ormai più di quindici anni fa) ed è stata presente soprattutto negli uffici diplomatici in qualità di ambasciatrice. […]

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