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Roma, 17 nov – Il Pd proprio non ce la fa a non rivelare la sua vera natura, al costo di far crollare il governo giallofucsia (fatto che peraltro sarebbe graditissimo dalla maggioranza degli italiani). E ci riprova con lo ius soli, la cittadinanza agli immigrati (con l’auspicio che si trasformino in elettori dem). A recitare nuovamente il mantra ossessivo del Pd ci pensa il segretario Nicola Zingaretti, gettando nello scompiglio la maggioranza, con il M5S che si dice “sconcertato” per il tempismo. Infatti è occasione ghiotta per il leader della Lega Matteo Salvini, che va all’attacco (mentre si avvicina il voto in Emilia Romagna): “Sarà battaglia“.

Il segretario dem ritira fuori ius soli e ius culturae

Parlando alla convention del Partito democratico a Bologna, mentre il governo giallofucsia è alle prese con la crisi dell’ex Ilva e una legge di Bilancio quanto meno impopolare, vista la quantità di tasse e microtasse che vuole infliggere agli italiani, Zingaretti parla di ius soli e ius culturae, nel goffo e malaugurato tentativo di scaldare gli animi più “sinistri” tra i dem. Ecco che allora promette la cancellazione dei decreti Sicurezza voluti da Salvini e, soprattutto, la riforma della cittadinanza italiana. Sembrerebbe quindi una precisa scelta da campagna elettorale: Zingaretti e compagni strizzano l’occhio alla sinistra-sinistra. Noncuranti degli effetti nefandi registrati finora e delle sonore bocciature alle ultime elezioni. Nella mattinata era stato l’ex ministro Maurizio Martina a rilanciare il tema anticipando i prossimi passi del Pd in Parlamento. “Non chiamateli decreti Sicurezza“, ha tuonato (si fa per dire, visto il soggetto) alla convention di Bologna. “Sono decreti Salvini e vanno superati“, ha poi ribadito Martina proponendo sia di abolire la legge Bossi-Fini, che regola i flussi di ingresso in Italia, e di superare i due decreti Sicurezza, che contrastano l’immigrazione clandestina e chiudono i porti alle Ong e al business del traffico di esseri umani. “La prima norma per rendere sicura l’Italia è regolarizzare quelle persone – ha detto Martina – è una questione identitaria per il partito“. Come se non bastasse, Zingaretti ha rincarato la dose: “Per noi – ha detto – è una scelta di campo“. Già nei prossimi giorni i gruppi parlamentari del Pd chiederanno che vengano messi in agenda sia lo ius culturae sia lo ius soli.

La reazione dei 5 Stelle: “C’è mezzo paese sott’acqua e uno pensa allo ius soli?”

“C’è mezzo paese sott’acqua e uno pensa allo ius soli? Siamo sconcertati. Preoccupiamoci delle famiglie in difficoltà, del lavoro, delle imprese. Pensiamo al Paese, già abbiamo avuto uno che per un anno e mezzo ha fatto solo campagna elettorale. Noi vogliamo pensare a lavorare”, è la reazione a caldo del Movimento 5 Stelle.

Salvini: “Pronti a dare battaglia per fermare lo ius soli”

Siamo pronti a dare battaglia, dentro e fuori il Parlamento, per fermare lo Ius Soli ed evitare che si cambino i decreti Sicurezza. #governoclandestino”. E’ l’attacco del segretario della Lega, Matteo Salvini. Gli fa eco Roberto Calderoli: “La Lega farà battaglia in ogni luogo, commissioni e aule, per bloccare lo ius soli, anche se declinato nella forma soft dello ius culturae. L’ho già fermato nella scorsa legislatura seppellendolo sotto una valanga di emendamenti e sono pronto a rifarlo ora”, promette il vicepresidente del Senato. “Una misura – sottolinea Calderoli – che non serve a niente a chi non ha raggiunto i 18 anni, perché l’unica differenza, tra chi la ha la cittadinanza e chi non ha la ha, in termini di diritti è solo il voto, il diritto elettorale attivo e passivo, per il resto non cambia nulla. A meno che lo ius culturae poi non voglia essere abbinato all’abbassamento del diritto di voto a 16 anni, per fare in modo di avere qualche centinaia di migliaia di nuovi elettori. Il Pd e Zingaretti tornino alla realtà. L’ex Ilva e il comparto dell’acciaio sono a rischio, Venezia è sott’acqua, mezzo Paese è falcidiato da alluvioni e frane, e questi a cosa pensano: a regalare nuove cittadinanze per riequilibrare la situazione elettorale che li vede inevitabilmente sconfitti?”, conclude l’esponente leghista.

Adolfo Spezzaferro

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7 Commenti

  1. Parlano dal palco per farsi sentire da quelli che stanno piú in alto di loro, come per dire: “Vedete, io l’ho detto”.

  2. Burattini della sinagoga massone mondialista. Zingaretti, come il Bergoglione sono fantocci messi li per sbraitare proclami e attuare i progetti dell’agenda dei loro padroni. Sono anche stupidi e disturbati, ma funzionali ai diktat dei sionisti dell’usura finanziaria.

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