Roma, 25 feb – Sorpresa (si fa per dire): il nome della preside di Firenze ormai celebre per la faziosa, quanto del tutto strumentale, circolare agli studenti stroncata anche dal ministro Valditara, compare in un elenco inserito sul sito del Partito Democratico. E cosa ci fa? La dottoressa Annalisa Savino era nelle liste del Pd della regione Toscana stilate per il congresso dem del 2009. Per l’esattezza, il nome dell’attuale dirigente scolastico del liceo scientifico Leonardo da Vinci di Firenze, allora risultava tra i sostenitori della lista “Silani per Marino segretario”, nel collegio di Empoli-Scandicci. Nel 2009 difatti si sfidarono per la segreteria del Pd tre candidati: Pierluigi Bersani, Dario Franceschini e Ignazio Marino. Pare dunque, a meno di un clamoroso caso di omonimia, che la preside non abbia semplicemente un pensiero politico di sinistra, ma abbia partecipato direttamente alle attività del partito che negli ultimi giorni la sta sostenendo per attaccare Valditara e più in generale il governo.

Se la preside di Firenze era nelle liste del Pd

Ora, la dottoressa Savino, come chiunque altro, può benissimo avere un determinato pensiero politico e può al contempo decidere legittimamente di candidarsi con chi vuole. Da questo punto di vista non ci sarebbe nulla di contestabile. Il discorso cambia, e non poco, nel momento in cui da dirigente scolastico la dottoressa Savino decide di inviare circolari in cui invita a combattere “chi decanta il valore delle frontiere” e “onora il sangue degli avi”. Una circolare che è stata poi rilanciata da diversi esponenti del Pd e in generale della sinistra italiana (casualità, senz’altro), facendola passare come testo insindacabile.

In realtà, adesso è sempre più evidente, queste iniziative sono atti ideologizzati, in quanto tali inammissibili da parte di un dirigente scolastico, soprattutto se viene messa in discussione la difesa delle frontiere italiane. Iniziative spesso volte ad attaccare il governo, a tal punto che il sindaco fiorentino Dario Nardella è arrivato a chiedere le dimissioni del ministro Valditara, reo a suo avviso di aver contestato l’incontestabile, ovvero la circolare della “compagna” preside. Ecco, adesso serve alzare la voce evitando di lasciarsi intimidire dalle ridicole invettive della sinistra. Anche per disinnescare una deriva molto pericolosa, che cancella spirito critico, pluralismo e libero confronto.

Eugenio Palazzini

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