Roma, 23 ago – “Non moriremo democristiani”, titolava Luigi Pintor su Il Manifesto per celebrare l’avanzata elettorale del Pci, nel lontano 1983. Da allora, di acqua sotto i ponti, ne è passata, eccome se ne è passata. L’esultanza dello storico quotidiano comunista non ha retto la prova del tempo, anzi. Osservando le liste elettorali, con i candidati alla prova del voto il prossimo 25 settembre, possiamo senza indugio affermare che, a destra come a sinistra, stanno morendo tutti democristiani. L’infornata di personaggi legati in un modo o nell’altro alla Balena bianca, chi per vecchia appartenenza effettiva, chi per collocazione ideale, è talmente impressionante da far strabuzzare gli occhi.

Liste stracolme di democristiani

Solo per citare i nomi più noti, vi sono Casini, Pera, Rotondi, Tabacci e pure Schifani, quest’ultimo candidato del centrodestra alle regionali in Sicilia. L’armata dello scudo crociato si è insomma incuneata in tutti i grandi partiti. Capace di riciclarsi, ripresentarsi, inserirsi ovunque e comunque, nel 2022 l’ombra della Dc oscura qualsivoglia compagine attuale. Se a questo aggiungiamo la presenza di partiti e partitini che si richiamano al “centro”, puntando a ottenere consensi nel fantomatico e ambitissimo bacino dei “moderati”, sembra di assistere a un revival dello scudo crociato. In Sicilia spicca pure la presenza della Democrazia Cristiana Sicilia Nuova, che correrà con l’Udc, giusto per non sbagliarsi.

Cercansi giovani

Ma non è tutto, perché a ben vedere in tutto questo riciclare vecchi volti o riconfermare chi siede in Parlamento da decenni, spicca la scarsa presenza di giovani. Nel centrodestra, esattamente come nel centrosinistra, trovare in lista volti nuovi e promettenti è come cercare un ago in un pagliaio. Un’evidenza talmente chiara che finanche il movimento giovanile di Forza Italia, non esattamente un gruppo di insofferenti scapigliati, si è infuriato esprimendo “delusione e profonda amarezza per le scelte compiute nella composizione delle liste elettorali, che hanno completamente escluso da qualsiasi posizione utile una rappresentanza, anche minima, delle nuove generazioni di dirigenti del nostro partito, pur avendo avanzato diverse proposte ai dirigenti nazionali”.

Nella nota del coordinamento nazionale di Forza Italia Giovani, peraltro sottoscritta dall’unanimità dei coordinatori regionali del movimento, l’attacco ai vertici del partito è chiaro. “Alla militanza, alla lealtà, al merito, al sacrificio e al consenso elettorale di migliaia di ragazze e ragazzi e di centinaia di giovani Amministratori locali – si legge – si sono preferiti alcuni candidati che non hanno mai fatto parte della nostra storia o alcuni voltagabbana che in Parlamento hanno tradito la nostra bandiera, rendendosi protagonisti di quello che il Presidente Berlusconi ha sempre definito ‘il teatrino della politica’”. Un’accusa che potrebbe tranquillamente essere riproposta dai movimenti giovanili degli altri partiti. Le uniche eccezioni, a ben vedere, arrivano dalle compagini cosiddette minori, quelle che puntano a sfondare la soglia di sbarramento del 3%.

Eugenio Palazzini

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4 Commenti

  1. È evidente l’assenza di un partito in grado di intercettare e rappresentare lo scontento e la ormai più volte reiterata delusione, dei candidati, delle compagini di governo e delle più alte cariche dello Stato .
    L’assenza della Destra o del suo superamento in chiave sociale e nazionale, nella rappresentatività elettorale è stridente e dolorosa per i milioni di italiani che, ormai disorientati e demoralizzati, non voteranno.
    Un vero peccato

  2. La cosa esilarante è che questi personaggi non li voterebbe nessuno ad eccezione dei loro familiari e di loro stessi, eppure sono distribuiti da destra a sinistra in tutti i partiti. Nonostante abbiano già governato e non abbiano, nella migliore delle ipotesi, combinato niente, i partiti continuano ad inserirli nelle liste.
    Un paese, un perchè

  3. Di fatto esattamente sono “nominati”, mi chiedo perché casapound abbia deciso di non correre alle elezioni politiche, sarebbe l’unica risposta o una risposta possibile a questo degrado

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