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Roma, 10 nov – L’Italia si tinge ulteriormente di arancione e intanto aleggia nuovamente lo spettro del lockdown totale, chiesto a gran voce da medici ed esperti. Dal canto suo il governo giallofucsia a quanto pare è tentato di imprimere una ulteriore stretta, come la chiusura dei ristoranti il sabato e la domenica a pranzo e la sospensione di quelle attività commerciali rimaste aperte nelle zone rosse, dove il rischio a causa del coronavirus è più alto. Prima di varare nuove misure restrittive e di limitazione degli spostamenti l’esecutivo dovrebbe attendere fino al 15 novembre, anche per verificare l’efficacia del meccanismo di ripartizione del Paese in zone a seconda dell’indice di rischio. Nel caso in cui il premier Giuseppe Conte volesse procedere con il lockdown generalizzato, gli basterà firmare l’ennesimo Dpcm, già a domenica in serata, come è già avvenuto in passato.

Le stime del Cts sulla curva dell’epidemia

A preoccupare è non soltanto l’andamento dell’epidemia – valutato dagli esperti filogovernativi sulla base del rapporto tra tamponi e positivi (anche se la stragrande maggioranza dei nuovi contagi è asintomatica) – ma la situazione degli ospedali e delle terapie intensive (il dato odierno è di un totale di 2.849 ricoveri). Secondo il Comitato tecnico scientifico i prossimi giorni saranno fondamentali per capire quanto le restrizioni in vigore abbiano inciso sull’epidemia. “La percentuale tra tamponi e positivi segna 17,2%, in rialzo rispetto al 16,1% di ieri, ma in linea con quanto previsto dalle nostre curve da cui si attende un inizio di crescita più debole (ma sempre crescita) entro il 9 novembre. Dal 15 novembre ci potrebbe essere la vera decrescita laddove si verificassero gli effetti benefici degli ultimi Dpcm”, è l’analisi del Cts. Se le previsioni dovessero rivelarsi troppo ottimistiche, gli esperti avvertono che “per poter ottenere un più efficace appiattimento della curva globale dei contagi è assolutamente opportuno implementare nuove misure che possano sovrapporsi ai primi effetti positivi dei recenti provvedimenti”. In sostanza, il lockdown: tutta l’Italia in zona rossa.

Liguria, Toscana, Umbria, Abruzzo e Basilicata passano alla zona arancione

Intanto – come anticipato ieri -, mentre si attende la conferma sullo spostamento della Campania – che potrebbe passare da zona gialla direttamente a zona rossa, una volta risolta l’anomalia sui dati dei contagi – Liguria, Toscana, Umbria, Abruzzo e Basilicata passano alla zona arancione, a partire da mercoledì. A firmare l’ordinanza con la nuova categorizzazione in base al rischio è stato il ministro della Salute Roberto Speranza. Pertanto il quadro aggiornato è questo:

La nuova mappa del rischio

Zona rossa: Lombardia, Piemonte, Valle d’Aosta, Calabria, Provincia di Bolzano.
Zona arancione: Liguria, Toscana, Abruzzo, Basilicata, Umbria, Puglia, Sicilia.
Zona gialla: Campania (ancora per poco), Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Lazio, Marche, Molise, Provincia di Trento, Sardegna, Veneto. La Provincia di Bolzano è stata dichiarata autonomamente dal governatore Kompatscher “zona rossa”, anche se la categorizzazione del ministero della Salute non prevedeva per questo territorio il lockdown.

Nella tabella che segue il riepilogo delle restrizioni in base alla fascia di rischio:

regioni

Oggi il verdetto sulla Campania

Proprio per ricontrollare i dati e i bollettini trasmessi dalla Regione, il ministero della Salute ha inviato i carabinieri del Nas in Campania. Una procedura che il governo ha deciso deciso di adottare in tutti gli altri casi in evidente “criticità”. Il punto è che per calcolare l’indice Rt, ossia il fattore di replicazione – il parametro più importante e dirimente tra i 21 indicatori per classificare le zone di rischio – si conteggiano i positivi sintomatici. Ma la Campania finora ha fornito informazioni in merito soltanto per il 15% del totale dei positivi (situazione in parte simile a quella del Lazio, ancora in fascia gialla). Un dato incompleto che potrebbe nascondere un quadro molto più grave. Ecco perché entro oggi la regione governata da Vincenzo De Luca potrebbe finire direttamente in zona rossa.

Adolfo Spezzaferro

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