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Roma, 19 ott – Arriva la nuova stretta del governo giallofucsia per contenere i contagi. Il premier Giuseppe Conte ha firmato un nuovo Dpcm che in sostanza inasprisce le restrizioni anti-movida e che soprattutto passa ai sindaci la patata bollente di effettuare lockdown localizzati. Sulla falsa riga di quanto dichiarato in questi ultimi giorni, Conte vuole passare per quello comprensivo che non vuole limitare troppo le libertà dei cittadini. In realtà è il classico sistema del poliziotto buono – il premier – e del poliziotto cattivo – i sindaci, che infatti hanno protestato finché il riferimento a loro non è stato tolto dal testo. Ma il risultato è comunque una fregatura per gli italiani, visto che nel Dpcm finale si legge che “Delle strade o piazze nei centri urbani, dove si possono creare situazioni di assembramento può essere disposta la chiusura al pubblico, dopo le ore 21,00, fatta salva la possibilità di accesso, e deflusso, agli esercizi commerciali legittimamente aperti e alle abitazioni private”. A decidere sono quindi i sindaci, anche se non vengono nominati. Ma soprattutto la fregatura sta nel fatto che non v’è alcuna emergenza coronavirus al momento: la cosiddetta impennata dei contagi è dovuta ai tamponi a tappeto, ma andando a vedere i numeri i sintomatici e i pazienti ricoverati sono una percentuale davvero esigua.

Locali, scuola, sport: tutte le novità

Nello specifico, il nuovo Dpcm in vigore da oggi impone una ulteriore penalizzazione per i locali. I bar che non hanno servizio ai tavoli devono chiudere alle 18, nei ristoranti e nei locali potranno esserci massimo sei persone per tavolo (che poi è il numero limite di parenti a casa, come se dal settimo in poi si scatenasse una mini-pandemia). Palestre e piscine non chiudono (per adesso): hanno 7 giorni per adeguarsi alle norme anti-contagio. Non chiudono cinema e teatri, chiusura alle 21 per le sale da gioco. Altra notizia importante, non si riduce la capienza sui mezzi pubblici – che resta all’80% – ma il governo fa un appello ad evitare il sovraffollamento (in realtà servirebbe potenziare il trasporto pubblico locale). A scuola, lezione in presenza dalla materna alle scuole medie, ingressi scaglionati, più lezioni pomeridiane e didattica a distanza per gli studenti delle superiori. Ulteriore stretta per gli sport da contatto che potranno essere svolti soltanto “a livello individuale”, dunque con allenamenti distanziati, ma soprattutto stop alle partite.

Tutti i divieti anti-movida

La vera novità è che il decreto di Conte – che conferma anche tutti i divieti e gli obblighi introdotti con il Dpcm firmato martedì scorso – lascia ai sindaci la libertà di chiudere strade e piazze dalle 21 in chiave anti-movida. Rimane il divieto per le persone di sostare davanti ai locali pubblici. Nel testo si legge che sarà “il prefetto territorialmente competente ad assicurare l’esecuzione delle misure avvalendosi delle Forze di polizia e delle Forze armate, sentiti i competenti comandi territoriali, dandone comunicazione al Presidente della Regione e della Provincia autonoma interessata”. Rimangono le multe da 400 a 1.000 euro per chi non rispetta i divieti e per chi non indossa la mascherina, sempre e ovunque. Per i locali pubblici saranno intensificati i controlli con il rischio chiusura se non vengono rispettati i protocolli.

Smart working per gli statali

Un’altra novità riguarda il lavoro da casa. “Incrementeremo con un provvedimento della ministra Dadone lo smart working”, annuncia Conte, chiarendo che l’obbligo del 75% di lavoro da casa per i dipendenti pubblici non figura nel nuovo Dpcm. Nel testo finale infatti non è specificata la percentuale di lavoratori che devono stare in smart working. Per ridurre i contagi si raccomanda che “le attività professionali siano attuate anche mediante modalità di lavoro agile, ove possano essere svolte al proprio domicilio o in modalità a distanza; siano incentivate le ferie e i congedi retribuiti per i dipendenti nonché gli altri strumenti previsti dalla contrattazione collettiva; siano assunti protocolli di sicurezza anti-contagio e, laddove non fosse possibile rispettare la distanza interpersonale di almeno un metro come principale misura di contenimento, con adozione di strumenti di protezione individuale”.

Spunta l’orario di riapertura dei locali (che non c’era nell’altro Dpcm)

Infine, nel Dpcm spunta l’orario di riapertura dei locali – anche in risposta al gesto del barista che ha chiuso a mezzanotte e riaperto dopo 15 minutidalle 5 sino alle ore 24. Inoltre “gli esercenti – si legge nel testo – sono obbligati a esporre all’ingresso del locale un cartello che riporti il numero massimo di persone ammesse contemporaneamente nel locale medesimo, sulla base dei protocolli e delle linee guida vigenti”. Stop alle sagre, ad eccezione delle “manifestazioni fieristiche di carattere nazionale e internazionale ed i congressi, previa adozione di protocolli validati dal Comitato tecnico scientifico e secondo misure organizzative adeguate alle dimensioni ed alle caratteristiche dei luoghi”. Stop a convegni e congressi.

In sostanza, un Dpcm frutto di un compromesso dopo il braccio di ferro con sindaci e governatori che lascia presagire nuove strette future in caso di ulteriore aumento dei contagi.

Adolfo Spezzaferro

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4 Commenti

  1. […] E’ in corso in queste ore, a Palazzo Chigi, una riunione tra il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, i ministri e i capi delegazione dei partiti di maggioranza. Oggetto dell’incontro le misure da inserire all’interno del nuovo Dpcm, che secondo indiscrezioni potrebbe essere emanato già domani sera, con ventiquattr’ore di anticipo rispetto ai sette giorni che il premier voleva attendere dopo il varo del precedente. […]

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