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m5sLondra, 9 nov – Siamo un Paese a maggioranza esterofila, e questo è un dato di fatto: ogni volta si guarda all’estero come ad esempi da seguire, si preferisce fare i lavapiatti a Londra perché poi si possa berciare sulla mancanza di opportunità lavorative in Italia invece di fare lo stesso lavoro qui, anche perché non farebbe altrettanto figo. Usiamo vocaboli inglesi a sproposito: spending review, welfare, mainstream senza considerare le orribili italianizzazioni come “spoilerare” e via discorrendo. Pertanto è naturalmente consequenziale che anche i nostri politici rappresentino degnamente questo popolo.



Luigi di Maio, deputato del M5S, ieri sera era in collegamento a “Di martedì” su La7 trovandosi a Londra per pubblicizzare la campagna referendaria per il no al referendum costituzionale. Ebbene, durante il collegamento dalla capitale inglese il nostro Di Maio, mentre discorreva di onestà, fotografie con mafiosi, e altre amenità riguardanti la politica a cinque stelle in merito al referendum, sfoggiava sul bavero della giacca una spilla rappresentante un fiore di papavero in ricordo dei caduti inglesi durante la Grande Guerra, che per gli inglesi finì l’11 novembre. Papavero che da sempre rappresenta la memoria che gli inglesi rivolgono a quel conflitto.

Sì, avete capito bene, Di Maio, deputato italiano, indossava un fiore di papavero per i caduti inglesi. E per il 4 novembre? Niente. Il nostro deputato pentastellato geofobico, e tantissimi altri come lui dobbiamo dirlo, si sono dimenticati del valore di quella data così importante per la storia d’Italia, una data che ha segnato il compimento, sebbene monco di Fiume e della Dalmazia, dell’unità d’Italia. Questo è davvero rappresentativo della esterofilia di chi ci rappresenta, riflesso, come detto, dell’ esterofilia degli elettori, ma riteniamo che un rappresentante del Parlamento, in terra straniera soprattutto, avrebbe dovuto ricordare quelli che sono i nostri caduti durante quel conflitto, piuttosto che sfoggiare sorridente un papavero in ricordo dei caduti inglesi.

Forse Di Maio, come tantissimi altri, ritiene che i caduti altrui siano più meritevoli di essere ricordati? Secondo noi questo gesto travalica una mera cortesia nei confronti del popolo inglese, appunto perché conosciamo bene quale sia la filosofia che anima il M5S, e non solo. Del resto in Italia, da destra a sinistra, si celebrano le sconfitte con più ardore rispetto alle vittorie, e le cerimonie del 25 aprile sono lì a dimostrarlo: solo il fatto che sia festa nazionale, cosa che un tempo era il 4 novembre, è una prova di questa deriva del pensiero italico.

Però esiste una fetta di italiani che non ci sta, che nota queste piccoli dettagli che sono solo la punta di un iceberg di una forma mentis antinazionale, antitaliana, sempre anti-qualcosa: del resto gli stessi cinque stelle sono gli “anti” per eccellenza essendo anticasta (anche ora che ne fanno parte?). Esiste una fetta di italiani che guarda al 4 novembre come ad una data fondante per la storia d’Italia, una data da commemorare sacralmente ed il cui valore va assolutamente recuperato; evidentemente Di Maio non fa parte di questi.

Vittorio Sasso

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