Roma, 4 dic – La trattativa tra governo gialloverde e Unione europea sul fronte della manovra prosegue tra conferme e smentite. Se per Bruxelles c’è poco da discutere – servono correzioni al deficit – da parte della maggioranza Lega-M5S non è ancora chiaro come intervenire per evitare la procedura d’infrazione.

Mentre gli scenaristi si scatenano in ricostruzioni secondo cui l’esecutivo sarebbe disposto ad abbassare il deficit per il 2019 inzialmente fissato al 2,4% addirittura sotto il 2, il presidente del Consiglio Giuseppe Conte si affretta a smentire: “Non sto lavorando a questo obiettivo”.

“Siamo in pieno periodo di approvazione della legge di Bilancio, stiamo valutando tutti gli emendamenti – ha spiegato il premier – sto lavorando a tempo pieno nell’interlocuzione con le istituzioni europee, da stamattina continuo a lavorarci. Lavorerò stasera, lavorerò domani e nel volgere di qualche giorno avremo un ulteriore passaggio con le istituzioni Ue e confido di poter pervenire al mio massimo auspicio e al mio grande obiettivo e cioè pervenire a una soluzione condivisa per evitare l’infrazione“.

Conte, come è noto, è stato investito dai due vicepremier Matteo Salvini e Luigi Di Maio a trattare con la Ue a nome del governo (neanche fosse il premier…), a maggior ragione che il leader della Lega e il capo politico del M5S non hanno ancora trovato la quadra.

Sì, perché i due alleati non vogliono rinunciare alle loro misure-bandiera: quota 100 per smantellare la Fornero sul fronte delle pensioni per i leghisti e il reddito di cittadinanza per i 5 Stelle.

Intanto gli industriali premono sul governo per evitare le sanzioni Ue. “Questa manovra vale 41 miliardi, di cui 18 per pensioni e reddito di cittadinanza, per 4 miliardi appena evitiamo la procedura di infrazione. Fossi in Conte chiamerei i due vicepremier e direi loro di togliere 2 miliardi l’uno e 2 l’altro, se nessuno dei due non vuole arretrare mi dimetterei e denuncerei all’opinione pubblica chi non vuole arretrare“, spiega il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia.

Dal canto suo, Salvini non si sbilancia: “Non sono sicuro di niente, sono sicuro che stiamo facendo di tutto per aiutare gli italiani a stare meglio, spero che l’Europa assecondi questa nostra volontà – assicura – stiamo lavorando anche in queste ore per migliorare la manovra, già alla Camera”.

In ogni caso, a quanto pare, l’esecutivo intende prendere tempo e rinviare alla discussione in Senato i ritocchi sulle misure cardine, ossia reddito di cittadinanza e pensioni. Per ridurre il deficit è necessario trovare i soldi, che potrebbero arrivare dalla rimodulazione delle coperture inizialmentefissate per le due riforme: circa 7 miliardi per il superamento della Fornero e 9 per il reddito di cittadinanza, in totale 16 miliardi.
Intanto, in commissione Bilancio della Camera prosegue a oltranza la discussione sugli emendamenti in vista dell’approdo della manovra in Aula, forse domani.
L’Ue, intanto, non cede di un millimetro. La Commissione vuole vedere i fatti, anche “un piccolo sforzo strutturale positivo, invece del deterioramento strutturale sostanziale come è ora”, ha detto il vicepresidente responsabile per l’Euro, Valdis Dombrovskis, che ieri ha incontrato il ministro dell’Economia, Giovanni Tria, a margine della riunione dell’Eurogruppo. “C’è la comune volontà di trovare al più presto una soluzione al contenzioso sulla manovra tra Roma e Bruxelles“, ha assicurato Tria.
Come, però, non è ancora dato sapere. A meno che Salvini e Di Maio siano davvero disposti ad abbassare il deficit al 2 per cento.

La Commissione Ue intanto ribadisce che per evitare una procedura d’infrazione serve una modifica “sostanziale” della manovra per il 2019. “Resta ancora uno scarto significativo tra la valutazione dell’Italia e le richieste del Patto di Stabilità e crescita“, ha ripetuto il commissario agli Affari economici Pierre Moscovici, avvertendo che l’esecutivo comunitario continua “a preparare le decisioni” sulla procedura per deficit eccessivo.
Un avvertimento che suona come una minaccia.

Adolfo Spezzaferro

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2 Commenti

  1. L’accanimento dell’UE su questa manovra di Bilancio è solamente politico e non ha nulla a che vedere con reali esigenze economico/finanziarie della stessa.. in breve, ci stanno minacciando con la procedura di inflazione per farci (di nuovo) assoggettare alla loro dittatura. La soluzione è una sola: piano industriale e conseguente uscita da UE ed Euro il prima possibile. Speriamo che questo Governo non ceda, ma ho ahimè i miei forti dubbi a riguardo..

  2. Tante chiacchere ma non sembra che questo governo si opponga alla dittatura finanziaria usuraia straniera dell’ Italia ed alla sua continua svendita in canbio di carta moneta prodotto privatamente a costo zero ed esentasse dalla BCE privata e dalle banche private.Nemmeno parlano di rifare una grossa banca pubblica che possa generare il denaro esente da usura per far ripartire l’industria del paese come le avevamo prima della loro svendita del 1992.E’ noto che se uno versa 1000 euro in una banca questa puo’ prestarne 10000 dato che ha un obbligo di riserva in contanti del 10%, cioè quanto versato dal cittadino.Ma questa creazione esenrtasse la lasciano ai potentati privati stranieri; credono veramente che gli italiani non capiscsano il loro teatrino?Se gli italiani non si mettono un bel gilet giallo e vanno in piazza non si vedono speranze per il futuro degli italiani

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