Roma, 30 set – Il governo giallofucsia è spaccato sull’aumento dell’Iva in vista della legge di Bilancio. “L’Iva non può aumentare, né nell’aliquota minima, né nell’intermedia, né in quelle più alte”, è la posizione del capo politico del M5S Luigi Di Maio, intervenuto a Non è l’Arena. Il ministro degli Esteri inoltre ha assicurato che in manovra ci sarà anche il salario minimo. Ma soprattutto ha sottolineato come non si fidi ancora dell’alleato di governo Pd: “Il tema è la prova dei fatti. Se il 7 tagliamo i parlamentari, sarà la prima prova di fiducia, se non aumenta l’Iva sarà la seconda prova di fiducia“, ha chiarito Di Maio. “Questo governo si è messo in testa di realizzare delle cose, ma tra di noi non è cambiato quello che noi pensiamo del Pd e quello che loro pensano di noi”, ha sottolineato. Lo scontro è arrivato al vertice di maggioranza di ieri sera a Palazzo Chigi, oltre a lo stesso Di Maio e al premier Giuseppe Conte, c’erano il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, Teresa Bellanova, capodelegazione di Italia Viva, Dario Franceschini (Pd) e il ministro Roberto Speranza (LeU). E proprio Franceschini è andato all’attacco: “Vedo che poco prima della riunione a Palazzo Chigi, Di Maio ha annunciato in modo ultimativo in tv una serie di posizioni sulla legge di Bilancio e su molto altro”, ha detto. “Cose anche interessanti che credo impegnino il suo movimento, ma di certo non impegnano l’intera maggioranza“, ha sottolineato.

Gualtieri: “Il governo non ha ancora presentato nessun piano sull’Iva”

Dal canto suo, Gualtieri assicura che è ancora prematuro discutere dei dettagli della manovra: “Il governo non ha ancora presentato nessun piano sull’Iva”, ha spiegato nel pomeriggio, “L’orizzonte non è la Nadef (la nota di aggiornamento del Def, ndr) ma la manovra. Invito tutti alla calma“. Ma si parla già di una legge di Bilancio da 30 miliardi. A tal proposito, sul fronte del deficit, “forse è meglio – ha spiegato Gualtieri alla trasmissione di Lucia Annunziata su Rai3 – non dichiarare il 2,4% e poi fare il 2,04% e nel frattempo avere una impennata dello spread che pagano tutti e collocarsi in mezzo dall’inizio senza turbative, quindi è una saggia via di mezzo che noi percorreremo”. Ma intanto sale la tensione tra dem e M5S. “Sicuro che il Pd non arretrerà”, la reazione dell’ex presidente del Pd, Matteo Orfini. Immediata la replica pentastellata: “Siamo già in marcia per bloccare l’aumento dell’Iva, avviare un piano per proteggere l’ambiente e tagliare i parlamentari”, ha precisato il deputato Michele Sodano.

Renzi: “Aumento Iva è uno schiaffo ai consumatori”

Chi a suo modo si schiera con i 5 Stelle è il leader di Italia Viva: “Abbiamo fatto un Governo per mandare a casa Salvini e per non aumentare l’Iva. Da noi zero polemiche su ministeri, sottosegretari, sul passato. Ma aumentare Iva è schiaffo ai consumatori, specie ai piu’ poveri. E porta alla recessione. Ecco perché Italia Viva è contro l’aumento dell’Iva“. Così Matteo Renzi su Twitter.

Insomma, i giallofucsia sono in alto mare e non sarà facile per loro trovare la quadra sulle politiche economiche, viste le ampie differenze nell’approccio e le rispettive priorità.

Adolfo Spezzaferro

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