Vienna, 30 set – Il leader del Partito Popolare Sebastian Kurz vola al 38,4% in Austria. Ma per l’ex cancelliere non sarà facile formare una maggioranza. Dopo il crollo della destra sovranista populista del Partito della Libertà sulla scia dell’Ibizagate, ora Kurz dovrà per forza fare i conti o con i Socialdemocratici o con i Verdi, in forte crescita. Die Grünen hanno guadagnato il 12% (partendo da una percentuale sotto il 4% delle precedenti elezioni, che li aveva tenuti fuori dal Parlamento) e dettano le condizioni per una maggioranza di governo: l’Austria deve diventare “il Paese numero uno in quanto a difesa dell’ambiente e del clima”, scandisce il presidente Werner Kogler, mentre per la leader del partito a Vienna, Birgit Hebein, “è Kurz che ora deve decidere in che direzione intende andare”.

I sovranisti perdono 10 punti e scivolano al terzo posto

Intanto appare esclusa una riedizione dell’alleanza con i sovranisti, che dal canto loro annunciano di voler stare all’opposizione. Le elezioni anticipate erano state annunciate lo scorso 18 maggio non appena lo scandalo “Ibizagate” aveva travolto il leader del Partito della Libertà (Fpo), Heinz-Christian Strache, facendo così implodere la coalizione di governo. Il Fpo ha pagato lo scotto dello scandalo ed è crollato di dieci punti percentuali scendendo al 17% e scivolando così in terza posizione. In calo di oltre cinque punti percentuali anche il Partito Socialdemocratico (Spo), che comunque resta seconda forza politica con il 22%. Ora in tanti spingono per un ritorno all’alleanza con la sinistra, una formula che ha governato l’Austria per ben 44 anni, ma l’ex cancelliere non vuole perdere popolarità, anche perché ha promesso stabilità. Esclusa poi, come abbiamo detto, una riproposizione di un’alleanza con l’Fpo, come confermato dal leader Norbert Hofer subito dopo il risultato del voto.

Lo scandalo Ibizagate

A far crollare la coalizione guidata da Kurz era stata la diffusione, il 17 maggio scorso, di un video girato di nascosto nel 2017 sull’isola di Ibiza. In quelle immagini si vedeva Strache proporre appalti pubblici a quella che riteneva essere una oligarca russa per ottenere in cambio fondi occulti. Subito dopo la pubblicazione del documento da parte dello Spiegel e del Süddeutsche Zeitung, il leader del Fpo si era immediatamente dimesso da vicecancelliere e dalla guida del partito. Da quel momento si è insediato un governo ad interim guidato da un magistrato, Brigitte Bierlein, e i sovranisti hanno continuato a perdere voti fino all’attuale crollo. “Non abbiamo ricevuto un mandato chiaro per continuare la coalizione (con i popolari di Kurz, ndr)”, ha detto il segretario generale del partito, Harald Vilimsky.

Le richieste dei Verdi

I Verdi invece sono in forte crescita. Il partito ecologista governa già diverse regioni con i conservatori di Kurz, ma a livello federale in molti sono scettici su una possibile alleanza per le forti differenze sul fronte dell’ambiente e dell’immigrazione. Ora Kogler batte cassa e ha avvertito Kurz che valuterà una possibile alleanza solo effettuerà un “cambiamento radicale“, in particolare sulle questioni ambientali ma anche nella “lotta contro la corruzione” e “povertà”.

Insomma, per il leader dei Popolari, nonostante la crescita dei consensi, resta in salita la strada per formare una maggioranza.

Adolfo Spezzaferro

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