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Napoli, 25 giu – In Campania resta obbligatorio l’uso delle mascherine all’aperto: lo stabilisce un’ordinanza del governatore Vincenzo De Luca. Mentre da lunedì in tutta Italia (che è in zona bianca) si dirà addio alla mascherina all’aperto, in Campania resterà l’obbligo “in ogni situazione in cui non possa essere garantito il distanziamento interpersonale o quando si configurino assembramenti o affollamenti“. Situazione che, secondo De Luca, riguarda il” 95% dei casi”.



De Luca: “In Campania resta obbligatoria la mascherina all’aperto”

L’uso delle mascherine “resta obbligatorio, sul territorio regionale, in ogni luogo non isolato ad esempio nei centri urbani, nelle piazze, sui lungomari nelle ore e situazioni di affollamento – nonché nelle file, code, mercati o fiere ed altri eventi, o nei trasporti pubblici all’aperto quali traghetti, battelli, navi”. A stabilirlo è un’ordinanza “guastafeste” appena firmata dal governatore Pd De Luca, dal ferale titolo “Covid-19, dispositivi di protezione e movida“.

Dalle 22 alle 6 vietata vendita alcolici e consumo all’aperto

Divertimenti ancora banditi, dunque. L’ordinanza infatti stabilisce che in Campania è vietata la vendita da asporto di bevande alcoliche dopo le 22. Nella stessa fascia oraria, bar ed esercizi di ristorazione potranno far consumare alcool solo ai tavoli o al banco. Sempre nell’ottica della prevenzione anti-Covid è vietato, dalle 22 alle 6, il consumo di bevande alcoliche, di qualsiasi gradazione, nelle aree pubbliche ed aperte al pubblico, compresi gli spazi antistanti gli esercizi commerciali, le piazze, le ville e i parchi comunali. Sono comunque vietati affollamenti o assembramenti per il consumo di qualsiasi genere alimentare in luoghi pubblici o aperti al pubblico. Il tutto fino al 31 luglio.

Il governatore dem giustifica il giro di vite con i pochi vaccini fatti

De Luca giustifica questo giro di vite in assoluta controtendenza, visto e considerato che persino il ministro della Salute Roberto Speranza ha ceduto all’evidenza, con i pochi vaccini fatti nella sua regione. “Nel territorio della Asl Napoli 1 tra i tanti cittadini convocati per la seconda dose o anche la prima si sono presentati un numero limitatissimo“. “Ad oggi – spiega – per quanto riguarda la Asl Napoli 1 centro su 839mila cittadini residenti e vaccinabili vi sono 317mila mancate adesioni. E’ un dato non sostenibile. Continua la gestione scorretta della distribuzione dei vaccini. Al Lazio, che ha la stessa popolazione della Campania, vanno 240mila dosi in più rispetto a noi. Mi sono anche stancato di sottolineare la scorrettezza del commissario e del ministero della Salute. E’ una vergogna, sono irresponsabili”. Lui invece appare fin troppo responsabile, a spese dei campani.

Adolfo Spezzaferro



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