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Meloni vola da Biden: i dossier sul tavolo e lo scetticismo per la “normalizzazione” della premier

by Michele Iozzino
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Biden Meloni

Roma, 28 lug – Nella giornata di ieri il presidente del Consiglio Giorgia Meloni è volato a Washington per incontrare il presidente degli Stati Uniti Joe Biden. Un confronto durato più di un’ora e mezza, tanti i temi sul tavolo: dalla guerra in Ucraina ai rapporti con la Cina, passando per il ruolo italiano nel Mediterraneo.

La sorpresa della sinistra per la presunta normalizzazione della Meloni

A quasi un anno dal suo insediamento, Giorgia Meloni ci ha abituato a una strategia estera che punta all’attestazione dell’Italia in campo internazionale tramite numerosi incontri bilaterali. Anzi, verrebbe da dire, non solo dell’Italia, ma della stessa figura di Meloni come leader credibile per gli altri Paesi. Un processo di normalizzazione e di istituzionalizzazione che tocca, forse, il sua apice proprio con la visita al presidente statunitense Biden. Diversa stampa italiana ha infatti sottolineato con sorpresa il clima disteso fra i due, a cui fanno da grancassa alcuni commenti, peraltro spesso piuttosto superficiali, di quella straniera. Ad esempio Repubblica scrive: “L’America sta sbagliando a legittimare l’estrema destra”; riprendendo poi un intervento zeppo di luoghi comuni a firma dello storico inglese David Broder che parla di Meloni nei termini di una “agitatrice populista diventata pragmatica”, accusandola di avere una “robusta venatura autoritaria” e di agire contro le minoranze. Sulla stessa linea Lucia Annunzia che sulla Stampa definisce Meloni un “Giano bifronte” per il suo “equilibrismo internazionale”. Commenti che però si basano su una perniciosa illusione ottica. La demonizzazione verso Meloni che la sinistra ha portato avanti in questi ultimi tempi, finendo per credere alle proprie stesse esagerazioni, ha creato un’immagine falsata della leader di Fratelli d’Italia. Insomma, solamente partendo dal presupposto infondato che Meloni sia di estrema destra e rappresenti alcunché di eversivo verso il sistema ci si può sorprendere dall’accoglienza pacata riservatale da Biden.

Cosa si sono detti Biden e Meloni

Tornando al focus principale, durante l’incontro Biden e Meloni si sono esibiti in reciproci attestati di stima. Con il presidente americano che ha fatto sapere: “La prima volta che ti ho vista mi sembrava di conoscerti già da tempo”. Mentre Meloni di rimando ha affermato: “La vicinanza con il Partito repubblicano non mi impedisce di avere un ottimo rapporto con Biden”. A certificare il clima sereno è anche il modo con il premier italiano ha allontanato possibili polemiche per la mancata conferenza stampa (i due si sono limitati a una dichiarazione congiunte): “Non creiamo polemiche che non esistono, non c’è stata proposta, non avrei mai rifiutato”; e aggiungendo: “Non mi sento Cenerentola”. Tra i temi toccati durante il colloqui vi è quello del conflitto in Ucraina, con il presidente Meloni che ha sottolineato l’impegno italiano: “È in tempi difficili che vediamo chi sono gli amici. Gli Stati Uniti sono consapevoli degli sforzi che gli italiani stanno facendo per non far mancare il supporto del Paese a Kiev. Ecco perché i rapporti tra Italia e Stati Uniti restano forti e indissolubili, al di là dei colori politici dei governi che guidano i due alleati storici”.

Il memorandum sulla via della Seta e il piano Mattei

Meno scontato quello riguardante i rapporti con la Cina, con sullo sfondo la decisione che il governo italiano deve prendere sul memorandum sulla via della Seta sottoscritto nel 2019 da Conte. Nonostante Meloni abbia assicurato che non ci sia alcuna pressione da parte americana: “Non ci hanno mai posto la questione di cosa debba fare l’Italia”; è facilmente ipotizzabile che questi ultimi spingano verso un ritiro italiano dall’accordo. Anzi, una scelta italiana in questo senso potrebbe avere valore di scambio per il sostegno all’Italia da parte statunitense sullo scenario africano. Con Meloni che ha certificato: “Ho trovato condivisione e voglia di collaborare sulla nostra idea di un piano Mattei per l’Africa che si sposa con altre iniziative avviate proprio dal presidente Biden”. Si è parlato anche di economia, con il presidente americano che ha ricordato come lo scambio commerciale tra i due Paesi valga 100 miliardi di dollari, aggiungendo: “Non c’è motivo per cui non possa crescere”. Sul piatto anche il rafforzamento della cooperazione e del coinvolgimento di aziende italiane in particolare in settori come quello della difesa, delle infrastrutture, e dello spazio. Insomma, un incontro senza particolari scossoni che corrobora, se ma vi fosse stato dubbio, il posizionamento atlantista dell’attuale governo.

Michele Iozzino

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