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Vice Sindaco, dimissionaria, (De Cesaris) e Sindaco (Pisapia) di Milano. La giunta meneghina cade a pezzi

Milano, 15 lug – Una giunta a pezzi quella di Milano. Con un sindaco che ha esplicitamente fatto intendere di non volersi ricandidare, un vice sindaco dimissionario  e svariati assessori impegnati a mettersi in mostra in vista delle possibili primarie. A Milano si voterà nelle primavera del prossimo anno e il governo della città ci sta arrivando sui gomiti.
A tutti gli effetti è in atto una vera e propria guerra in seno al Pd meneghino che coinvolge l’intera sinistra cittadina. Ne è un esempio, tra i tanti, la totale incapacità di prendere una decisione in merito all’area cani in un prato di Santa Giulia.
Negli ultimi mesi, del resto, la giunta Pisapia si  è fatta carico soltanto di quisquilie quali piste ciclabili e propaganda sui diritti gay dimenticando immani e reali problemi  quali la sicurezza e l’emergenza abitativa – con i comitati e sindacati degli inquilini che non hanno fatto altro che scaricare il problema sulla sola giunta regionale a guida leghista.
Le ragioni che hanno spinto alle dimissioni del vice sindaco Ada Lucia De Cesaris sono ai più ignote. Un Pisapia visibilmente disorientato ha celebrato la bravura e i successi, impalpabili, della De Cesaris ma non ha spiegato perché quest’ultima se ne è andata accusando la sua maggioranza. “Si tratta di una decisione presa dopo approfondite riflessioni sugli ultimi mesi di lavoro – ha spiegato in un comunicato la De Cesaris – che hanno messo in evidenza difficoltà non più sormontabili nella prosecuzione della mia attività amministrativa per il venir meno del rapporto di fiducia con una parte della maggioranza in Consiglio comunale”.
Le dinamiche di queste dimissioni sono viceversa da ricercare in seno alle diatribe della sinistra milanese. Sicuramente la De Cesaris, che aveva anche la delega di assessore all’Urbanistica, non ha trovato appoggio e copertura nel sindaco in quelle scelte importanti che si devono giocare: nuovo stadio del Milan, dopo Expo e aree ferroviarie. La vice sindaco probabilmente aveva anche in mente una candidatura per le prossime comunali, ma essendo di Sel pare che non goda di particolari simpatie all’interno del Pd (mentre tra i poteri forti cittadini e i media locali gode di tanti estimatori).
Dinamiche interne che interessano relativamente i cittadini milanesi che attendono invece importanti decisioni sulla destinazione dell’area Expo al termine dell’esposizione universale, sul demanio ferroviario e sul nuovo stadio del Milan che dovrebbe sorgere nell’area della vecchia fiera.
E meno male che a Milano la sinistra quattro anni fa sbandierava che non ci sarebbero mai stati interessi di parte ma solo un governo capace di mettere davanti il bene pubblico.
Giuseppe Maneggio
 



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