Napolitano Angered By Steinbrueck CommentRoma, 11 dic – Eversivi non sono i ladri, i mafiosi, i truffatori, gli speculatori sulla pelle altrui, i trafficanti d’uomini. No, per il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano il problema oggi è “l’anti-politica”.

Nel suo discorso all’Accademia dei Lincei, il Capo dello Stato spiega che “la critica della politica e dei partiti, preziosa e feconda nel suo rigore, purché non priva di obiettività, senso della misura e capacità di distinguere, è degenerata in antipolitica, cioè in patologia eversiva”. Come si suol dire: il problema non è la malattia ma i medici che la segnalano.

Napolitano invita a contrastare chi si permette di contestare il brillante andazzo della politica italiana, “denunciandone le faziosità, i luoghi comuni, le distorsioni e impegnandoci su scala ben più ampia non solo nelle riforme necessarie ma anche a riavvicinare i giovani alla politica”. Guai, inoltre, a criticare la Ue, lanciando l’allarme contro “svalutazioni sommarie e posizioni liquidatorie a cui hanno certamente contribuito miopie e ritardi delle istituzioni comunitarie insieme a calcoli opportunistici degli Stati membri”.

Quanto visto nelle aule parlamentari ultimamente non è piaciuto al Quirinale. Sempre, si intende, parlando delle opposizioni, mica di quei sant’uomini di Pd, Ncd e Fi: “Metodi ed atti concreti di intimidazione fisica, minaccia, di rifiuto di ogni regola ed autorità, ed in sostanza tentativi  sistematici ed esercizi continui di stravolgimento ed impedimento della vita politica e legislativa di ambedue le Camere”.

Secondo il Capo dello Stato “il colpire impunemente il funzionamento degli istituti principali della democrazia rappresentativa” è tipico della “patologia dell’antipolitica”. E lancia l’allarme: in Italia “esistono, magari al di fuori di ogni etichettatura di sinistra o di destra, gruppi politici o movimenti poco propensi a comportamenti pienamente pacifici. Esiste un rischio nel nostro paese di focolai di violenza destabilizzante, eversiva, che non possiamo sottovalutare, evitando allo stesso tempo l’errore di assimilare a quel rischio tutte le pulsioni di malessere sociale, di senso dell’ingiustizia, di rivolta morale, di ansia di cambiamento con cui le forze politiche e di governo in Italia debbono fare i conti”.

A margine di questa fatwa arriva anche – alla buon’ora! – qualche parola sullo scandalo di Roma: una crisi “che ha segnato un grave decadimento della politica, contribuendo in modo decisivo a un più generale degrado dei comportamenti sociali, a una più diffusa perdita dei valori che nell’Italia repubblicana erano stati condivisi e operanti per decenni”. Insomma, il quadro è chiaro: contestare la Ue e gli affari sporchi della classe politica è “eversivo”, rubare e trafficare sulla pelle degli italiani e degli immigrati è un “decadimento”. Quando si dice avere priorità chiare.

Giorgio Nigra

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