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Roma, 3 feb – Dalla padella alla brace: fallito il tentativo di Fico di dar vita al Conte ter, Mattarella esclude il voto anticipato e convoca Draghi per un “governo di alto profilo”. Ieri sera il presidente della Camera, il “compagno” Fico, ha riferito al capo dello Stato che la maggioranza giallofucsia non aveva raggiunto un accordo per dar vita a un nuovo esecutivo. Pertanto Mattarella ha preso in mano la situazione: oggi alle 12 l’ex presidente della Bce salirà al Colle. Draghi avrà mandato pieno per dar vita a un governo del Presidente, tecnico-istituzionale. Resta da capire se ci saranno anche ministeri affidati a politici, dando per scontato che quelli economici saranno affidati ai tecnici, perché “ce lo chiede l’Europa”.



Mattarella chiama Draghi, come Napolitano nel 2011 con Monti

Mattarella dunque, come Napolitano nel 2011 con Monti, ci mette nelle mani di Draghi, il cosiddetto salvatore dell’euro a qualsiasi costo. E’ stato scelto dal capo dello Stato per via del Recovery plan e dei 200 miliardi Ue da gestire. Oltre perché nessuno può dirgli no, almeno sulla carta, a maggior ragione che la politica ha fallito. Ma non dobbiamo dimenticare che l’ex banchiere centrale europeo era sul panfilo Britannia nel 1992, dove annunciò le privatizzazioni degli asset strategici della nazione: non esattamente un difensore degli italiani. E’ inevitabile dunque che con Draghi premier saremo totalmente assoggettati alla Ue, con tutto quello che comporta in termini di impatto sulle politiche economiche e sui conti pubblici.

Così Mattarella ha congedato la politica

Ieri sera nell’arco di pochi minuti – come se la carta Draghi fosse pronta da tempo – il capo dello Stato ha congedato la politica e annunciato la convocazione dell’ex numero uno dela Bce per formare il governo, “che non debba identificarsi con alcuna formula politica”, ha chiarito. Niente voto anticipato, dunque, perché la pandemia da un lato e il Recovery plan dall’altro impediscono questo “esercizio di democrazia”. Sarebbe troppo costoso in termini di contagi e anche economici, con i conseguenti ritardi sul Recovery plan, che va presentato “entro il mese di aprile”. Per dar forza al suo no al voto, Mattarella fa presente che dove si è tornati alle urne c’è stato un picco di contagi. E quindi gli italiani si devono subire un governo tecnico, perché i politici hanno fallito.

Dopo aver preso atto che l’esploratore Fico ha fallito nel suo compito – perché Renzi non voleva un Conte ter – il capo dello Stato ha fatto presente che “vi sono adesso due strade tra loro alternative”. “Dare immediatamente tempo a un governo adeguato a fronteggiare le gravi emergenze sanitaria sociale ed economico-finanziaria. Ovvero quella di immediate elezioni anticipate“, che però Mattarella ha scartato per le ragioni di cui sopra.

I 5 Stelle già si spaccano sull’ex numero uno della Bce (ma Renzi esulta)

Il dato politico è che se i 5 Stelle sembrano già spaccarsi sul nome di Draghi, di certo il super tecnico a Palazzo Chigi è una vittoria di Renzi. Perché il leader di Italia Viva voleva (e ha ottenuto) la testa di Conte. Il Pd dal canto suo, dopo non esser riuscito a gestire la crisi non potrà che avallare il governo tecnico. Nel fronte del centrodestra è già chiaro da mesi ormai che Forza Italia sosterrà a pieno l’esecutivo Draghi. Va ricordato che l’ex banchiere centrale piaceva tanto pure al “sovranista” Salvini, anche se lo avrebbe preferito al Colle.

Con Monti è andata a finire molto male, le sue misure “lacrime e sangue” le stiamo ancora pagando. Vedremo se con Draghi andrà addirittura peggio.

Adolfo Spezzaferro

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5 Commenti

  1. Adesso con la chiamata Draghi c’è da chiedersi e vedere se il fine ultimo(poi ci sono altri fini interni…) di Renzi+Colle+UE+Poteri…è tentare di spaccare il centrodestra(soprattutto FI,Salvini “che deve tenere il quieto vivere nel partito…” non penso ma Giorgetti e compagnia…) in modo che alle elezioni future regolari(se ci saranno perché l’alibi del Covid ” come sottolineato ieri dal capo supremo Mattarella”c’è,soprattutto se l’aria elettorale soffia verso destra).
    Comunque al centrodestra in vista delle future elezioni(se rimangono così gli equilibri…) conviene subito allargare la coalizione ad un area sovranista di nuovi partiti nascenti(perché una volta al governo i cambi di casacca sono naturali…),se invece cambia la legge elettorale in proporzionale gli accordi si faranno poi…

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