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Roma, 31 mar – Nessun automatismo per le riaperture, niente zona gialla fino al 30 aprile: il decreto post Pasqua non accontenterà Lega e Forza Italia, che chiedono allentamenti delle restrizioni. Il premier Mario Draghi sta valutando di inserire nel prossimo provvedimento, che sarà varato oggi in Cdm ed entrerà in vigore dal 7 aprile, un qualche meccanismo per dare un contentino al centrodestra, sconfitto dalla linea dura di Speranza, M5S e Pd. Ma in sostanza è escluso che già dal 20 aprile – come richiesto – possa cambiare qualcosa.

Lega e Forza Italia chiedono un meccanismo per le riaperture in caso migliorino i numeri della pandemia

A Lega e Forza Italia basterebbe una norma che prevede la possibilità di intervenire con le riaperture qualora si registrassero significativi miglioramenti sui dati relativi al contagio, ai ricoveri e alle terapie intensive. In tal modo potrebbero salvare la faccia. “Stiamo facendo una battaglia a favore delle categorie danneggiate, dobbiamo portare dei risultati, altrimenti il rischio è che se la prendano anche con noi“. E’ questo che filtra dagli ambienti della Lega. Anche perché i ristoratori e le altre categorie che premono per una ripartenza dopo mesi di chiusure sono sul piede di guerra.

L’importante è che qualcosa si muova entro aprile. “Ministri della Lega, sindaci e governatori al lavoro perché sia possibile, già da aprile, ovviamente nelle città con la situazione sotto controllo, un ritorno al lavoro, allo sport, alla vita. E’ necessario correre su vaccini e cure domiciliari ma bisogna prepararsi al ritorno alla normalità”, fanno sapere fonti del Carroccio. Ma su una norma di questo tipo ancora non c’è l’accordo nella maggioranza.

Zona gialla abolita fino al 30 aprile

Quel che è già sicuro è che nel decreto non ci sarà alcun riferimento alla zona gialla, così come chiesto invece dalla Lega. E al momento il fronte “rigorista” giallofucsia (Speranza (LeU), Franceschini (Pd), Patuanelli (M5S) è contrario a un allentamento delle misure. Il motivo è sempre quello: le varianti, i contagi, i ricoveri. A cui si aggiunge il fatto che il piano vaccini (qui i dati aggiornati) ancora non è a buon punto. A ben vedere, però, i casi di contagio – l’86,7% dovuto alla variante inglese – sono in calo (ieri 16.017 con 301.451 tamponi). Altro dato rilevante, il tasso di positività, che è sceso dall’8,2 al 5,3%. Ma nel bollettino si registrano 529 decessi. Tanto basta per dire che bisogna tenere tutto chiuso.

Speranza: “Non possiamo tornare al giallo ad aprile”

Speranza dal canto suo torna a ripetere che “non possiamo tornare al giallo ad aprile: abbiamo bisogno di qualche settimana per vaccinare una quantità di italiani che bilanci questa maggiore contagiosità“, dovuta alla variante inglese. In sostanza, bisogna vaccinare tra i 18 e i 20 milioni di cittadini per poter avviare le riaperture. Ad oggi, quasi sette milioni di persone hanno ricevuto almeno una dose. Serve vaccinare un numero di cittadini tre volte superiore. E se tutto va bene il traguardo sarà raggiunto non prima di maggio.

Bar e ristoranti restano chiusi almeno fino al 20 aprile

Quindi è escluso che prima del 20 aprile possano riaprire bar e ristoranti: la zona gialla è abolita per decreto. Da quella data in poi, in una sorta di zona arancione diluita, forse potranno riaprire a pranzo. Niente da fare per cinema e teatri, palestre e piscine. Nel decreto inoltre ci sarà anche la norma per i cosiddetti operatori sanitari no vax, che saranno sanzionati. Ieri poi è arrivata la stretta sui viaggi all’estero. Il ministro della Salute ha firmato una ordinanza che prevede quarantena obbligatoria e tampone per chi arriva e rientra dai Paesi dell’Unione europea.

La stretta sui viaggi all’estero per tenere a bada governatori e albergatori

Una norma per disincentivare le fughe all’estero, visto che in Italia non si può uscire neanche dal proprio comune. E per tenere un minimo a bada governatori e albergatori. “Non si possono incontrare i propri cari, magari a pochi chilometri di distanza, ma è possibile prendere un aereo e farne migliaia per svago? Un controsenso che penalizza anche tutti gli operatori turistici e gli albergatori“, ha sottolineato il presidente della Conferenza delle Regioni, Bonaccini.

Scuola, nel decreto norma per impedire chiusura fino alla prima media

Infine nel decreto dovrebbe esserci una norma che impedisce ai governatori di chiudere le scuole fino alla prima media, a prescindere dalla fascia di rischio. In linea con la riapertura dopo Pasqua delle scuole in zona rossa fino alla prima media, in quelle arancioni fino alla terza media e al 50 per cento in presenza le superiori. Il tutto serve a garantire il più possibile le lezioni in classe. E quindi a scongiurare la didattica a distanza, sconsigliabile per i più piccoli. Il punto è che il governo con la scusa di aver riaperto le scuole tiene chiuso tutto il resto.

Adolfo Spezzaferro

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