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Roma, 22 mag – La corsa al Quirinale entra nel vivo quando ormai mancano meno di 9 mesi alla scelta. I nomi sono cambiati nel corso delle ultime settimane. I fatti che hanno visto coinvolta la presidente del Senato, con l’uso eccessivo e sconsiderato dei voli di Stato, l’hanno fatto fuori dalla corsa. Al momento l’unica altra quota rosa che potrebbe interessare sarebbe l’attuale ministro della Giustizia Marta Cartabia. Una proposta, questa, che arriverebbe dall’alleanza giallo-rossa che però, al momento, sta bocciando le riforme della papabile candidata.



L’unica via per le elezioni è Draghi al Quirinale

Il leader del Carroccio ha sicuramente un bisogno vitale di andare ad elezioni il prima possibile. I sondaggi ultimamente non sorridono molto in casa Salvini che non sente il fiato sul collo dall’opposizione ma dall’amica di coalizione Giorgia Meloni. Questo sorpasso rischia di essere definitivo a lungo tempo. Entrare nell’esecutivo è sì stata una scelta, per alcuni punti di vista, sensata da parte della Lega. Dall’altra ha subito sulla sua pelle una legge politica molto chiara: in un governo che non mette d’accordo quasi nessuno, l’opposizione si ingrassa di elettori.

Per il Quirinale, oltre a quello di Draghi altri nomi vicini al centrodestra in questo momento non sembrano esserci, anche perché l’obiettivo è unico all’interno della coalizione. Tornando al passato, il nome proposto da Lega e Fdi ai tempi dell’elezione di Mattarella, fu quello di Vittorio Feltri. Impensabile ad oggi riproporre questa strada.

L’asse giallofucsia teme le elezioni, rischio Mattarella bis

Mattarella si è tirato fuori dai giochi annunciando che non sarà a disposizione per un eventuale rielezione. Il Pd, soffocato dalle critiche al momento della scelta dei ministri e del candidato sindaco di Roma in cui, per i posti di potere, si è completamente dimenticato delle lotte per le quote rosa, potrebbe giocarsi la carta Cartabia. L’incoerenza di questa scelta è posta sul presente in cui, per tentare l’ennesimo sgambetto al centrodestra di governo, gli ex componenti del Governo Conte II, stanno ostacolando quelle che potrebbero essere le riforme del ministro della Giustizia.

Non solo Draghi e Cartabia nella corsa al Quirinale. Gli altri nomi trapelati in questi mesi sono quelli di Prodi che, come Mattarella, si dice non interessato alla questione, e Casini che potrebbe spezzare il centrodestra trovando l’appoggio di buona parte di Forza Italia e dei centristi di Italia Viva. Altri due partiti che di elezioni ne farebbero davvero a meno. Dopo l’ufficialità di Gualtieri come candidato sindaco di Roma, ha iniziato a trapelare anche il nome di un improbabile Zingaretti. Il quale non sembra avere neppure l’appoggio del suo partito e che quindi è sicuramente, al momento, una via non percorribile.

Ilario Maiolo

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